Violenza sulle donne nel Mantovano, in un caso coinvolta anche una donna incinta.

Violenza sulle donne

Violenza sulle donne nel Mantovano, una raffica di casi che lasciano agghiacciati. A partire da quello di Pegognaga in cui una giovane donna incinta di 24 anni, che già aveva subito maltrattamenti dal marito, è finita al Poma e per la prima volta ha trovato il coraggio di fare il suo nome. Appurato che la violenza non ha evidenziato danni al feto la donna è stata dimessa ma si è rifiutata di denunciare. Calci, pugni, abusi e strattonamenti stando ai racconti della 24enne sono all’ordine del giorno.

Naso spaccato

Nella giornata di martedì un’altra giovanissima, si tratta di una ventenne, è finita in ospedale a causa delle percosse violente subite dal partner. Le ha rotto il naso prendendola a pugni durante una lite per futili motivi. Di mezzo anche un figlio minorenne, la coppia stava discutendo proprio i termini della separazione. Di colpo la rabbia che ha portato al massacro della giovane: una serie di pugni in faccia che hanno provocato contusioni anche agli zigomi. Anche in questo caso potrebbe non essere la prima volta, pare infatti che la donna avesse già sporto denuncia in precedenza.

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Patteggiamento

Ha patteggiato per maltrattamenti sia verbali che fisici, perpetrati nell’ambito familiare per anni, un 43enne di origine albanese residente a Mantova. Davanti  al giudice per l’udienza preliminare ha patteggiato una pena di due anni di reclusione. Nel suo caso si parla di una violenza reiterata per ben diciotto anni. Condotte violente, lesioni e minacce, aggravate dalla reiterazione temporale sia verso la compagna che i figli minorenni. Nel 2015 l’episodio che ha portato la donna, dopo anni di umiliazioni, a denunciare. Il compagno ha buttando fuori casa l’intera famiglia perché la cena non era pronta. Il 43enne ha continuato a perseguitare la famiglia, al punto da rendere necessario un allontanamento delle vittime presso una comunità protetta.

Selfie della vergogna con una donna travolta dal treno