Il Rabbino Abraham Ginsberg ha inviato una lettera aperta ai cittadini e residenti di Mantova.

La polemica sul Cimitero Ebraico

Parte degli ebrei mantovani e di tutto il mondo sono uniti per una lotta che pare, al momento, darli come sfavoriti. La polemica gira attorno all’antico Cimitero Ebraico di Mantova risalente al 1442, situato all’interno dell’area del progetto di Mantova Hub che sta portando ad un lavoro di riqualificazione di una ex caserma militare che vede comprendere anche la zona del cimitero in questione.

Il cimitero era stato dismesso, come affermato dallo stesso Rabbino, prima di essere obbligatoriamente ceduto agli austriaci, venendo poi riscoperto nel 2010 dopo oltre 50 anni di degrado e incuria. Nel frattempo il Comune di Mantova, il Politecnico di Milano e l’Unione delle Comunità Ebraiche hanno deciso di realizzare il progetto di riqualificazione dell’intera area che risultava essere semi abbandonata ormai da decenni.

Dopo la decisione dell’amministrazione sono emerse le perplessità di seguito riportate da parte di alcuni esponenti della comunità ebraica internazionale, tra cui il Rabbino Ginsberg. Nel progetto del Comune è prevista la realizzazione di un ponte al di sopra del cimitero in modo che questo non possa essere circondato, in aggiunta ad una Casa della Memoria dedicata all’importante struttura ebraica.

La lettera aperta ai cittadini inviata dal Rabbino Abraham Ginsberg

Il Rabbino Abraham Ginsberg ha inviato una lettera aperta ai cittadini e residenti di Mantova relativa all’Antico Cimitero Ebraico di Mantova, direttamente dal Comitato per la conservazione dei cimiteri ebraici in Europa – Londra, Regno Unito.

“A seguito della pubblicazione, la scorsa settimana, della nostra lettera aperta al sindaco di Mantova riguardo ai lavori di costruzione all’interno dello storico cimitero ebraico, siamo stati inondati di messaggi di sostegno da parte di residenti e cittadini di Mantova. Attestati di sostegno sono arrivati da coloro, ebrei e non ebrei, che desiderano dissociarsi dalle proposte del sindaco e del consiglio comunale di Mantova riguardo a questa storica e sacra casa di eterno riposo. Siamo profondamente toccati da questi atti di sostegno e, poiché non riusciamo a rispondere direttamente a tutti coloro che ci hanno contattato, scriviamo qui per ringraziare sinceramente tutti voi.
Secondo la legge ebraica, il cimitero possiede un grado di santità maggiore di quello della sinagoga. La legge ebraica è anche molto chiara riguardo al fatto che una volta che una tomba viene chiusa, essa non può essere riaperta. Qualsiasi tentativo di profanare un cimitero ebraico alterando la sua struttura o aspetto è considerato dalla legge e sensibilità ebraiche come un atto di estremo sacrilegio.
Questo è uno dei tanti motivi per cui da sempre gli ebrei acquistano la terra su cui seppelliscono i propri defunti, poiché ciò dà l’opportunità agli ebrei locali di acquistare, privatamente e a proprie spese, i singoli appezzamenti per la propria sepoltura, sapendo bene al momento dell’acquisto che si tratta di un acquisto perenne.  E difatti, la legge italiana garantisce la perpetuità delle sepolture ebraiche, come stabilito dall’articolo 16 della legge 101/1989.”

Ci sono documenti che tutelano il Cimitero Ebraico

 “In aggiunta, quando la comunità ebraica di Mantova fu costretta a vendere il proprio cimitero ebraico agli austriaci nel 1852, la vendita stabilì legalmente e chiaramente i vincoli e limitazioni posti su quella vendita. Tutti questi fatti possono essere verificati da prove documentate.
E se non bastasse, il paragrafo 5 della risoluzione 1883 (2012) dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di cui l’Italia è uno stato membro, dice chiaramente: “Il danno subito dai siti di sepoltura ebraici in Europa non si limita alla profanazione delle tombe, ma molto spesso è il risultato di una gestione inadeguata, della mancanza di finanziamenti, del mancato rispetto delle misure di protezione, di un’adeguata pianificazione urbana o dell’abuso di proprietà”.

Una società sana ha rispetto dei più vulnerabili e dei morti

“Il Sindaco si è espresso sulla necessità di rigenerare questa particolare area e del suo dovere nei confronti dell’elettorato, i cittadini di Mantova che lo hanno eletto. Eppure non abbiamo ancora sentito parlare del suo rispetto nei confronti dei cittadini di Mantova che vissero, lavorarono e morirono a Mantova. Cittadini ebrei di Mantova di un’epoca passata che riposano nello storico cimitero ebraico. Certo è che ci sono eminenti rabbini italiani di fama mondiale che sono sepolti in questa sacra casa di riposo eterno, saggi come Moshe Zacuto e Menachem Azaria da Fano. Ma nel complesso, la maggior parte delle persone che sono sepolte in questo cimitero erano semplici cittadini di Mantova.
La volontà di migliorare la vita dei vivi deve essere pur sempre accompagnata dal rispetto per coloro che non ci sono più. Qualsiasi tipo di lavoro compiuto sul cimitero che comporti il sacrilegio anche di una sola tomba costituirebbe una macchia indelebile nella gloriosa e impeccabile storia di Mantova, città della cultura e delle arti.  Lo stato di salute di una società può essere giudicato dal modo in cui vengono trattati i propri membri più vulnerabili. Ma include anche il rispetto che mostra per i suoi morti. “

 “Fatevi un esame di coscienza”

“Alla luce di quanto sopra chiediamo umilmente a coloro che hanno intenzione di utilizzare i capannoni o edifici che si trovano in questa sacra casa di riposo eterno, di farsi un esame di coscienza. L’acquisto, l’affitto o persino la concessione gratuita di tali locali sarebbe un atto di cui essere orgogliosi? O non sarebbe meglio riconoscere il fatto che i defunti di Mantova si sono guadagnati il ​​diritto ad essere lasciati in pace?”

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