In seguito al tavolo regionale sull’autostrada Cremona-Mantova del 30 luglio 2019, il Coordinamento dei comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre ha stilato un documento contenente l’analisi e le proposte a riguardo: l’obiettivo, naturalmente, è quello di evitare la realizzazione della super strada.

Autostrada Cremona-Mantova: gli ambientalisti dicono no

La prima critica mossa dal Coordinamento dei comitati è quella riferita al fatto che, in seguito ad una verifica di merito effettuata dall’ente concedente (che noi da tempo abbiamo sollecitato), è emersa l’insostenibilità economico finanziaria di questo progetto, in quanto non supportato dai necessari flussi di traffico atteso. La creazione dell’autostrada inoltre porterebbe con sé, oltre all’importante impatto ambientale, anche altri due forti elementi di criticità: l’assenza di opere compensative per i territori attraversati e l’impossibilità per Regione Lombardia di effettuare futuri investimenti sull’intero territorio lombardo.

“Da questa situazione di difficoltà, non dichiarabile, si è cercato allora, a nostro avviso, di scaricare su Anas (che prenderà a breve in carico la SP10 e la e SS343 asolana), e quindi sul governo, la responsabilità di intervenire, con l’ipotesi di una superstrada, per dare una risposta ai gravi problemi di carattere viabilistico di questi territori, rimasti congelati dalle promesse di realizzazione delle grandi opere autostradali: Autostrada regionale Cr-Mn e raccordo autostradale Ti-Bre.
In proposito abbiamo molto apprezzato l’apertura e la disponibilità del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Toninelli.
Confidiamo sul fatto che lui possa contribuire a chiudere definitivamente il discorso
sull’autostrada Cr-Mn, concentrando così il dibattito sul tema della riqualificazione della SP10 e delle altre opere viabilistiche e ferroviarie da decenni attese in questo territorio.”

La proposta formulata dagli ambientalisti

Si legge nel documento che:

“La proposta formulata prevede la riqualificazione in sede della SP10, facendola diventare una strada extraurbana secondaria di categoria C1 (strada ad una
carreggiata dell’ampiezza di 10,50 mt), dal costo di 78 Mln di euro, che diventano 130 Mln di euro con le tangenziali mancanti di Castellucchio, Ospitaletto, Curtatone e Cicognolo. Riteniamo che questa rappresenti la vera alternativa all’autostrada Cremona-Mantova, e, tra le ipotesi considerate, l’unica concreta, fattibile e sostenibile. Una riqualificazione che riteniamo rappresenti un adeguato collegamento tra queste due città e che nulla ha a che vedere con la proposta di realizzare una inutile, ed economicamente insostenibile, superstrada dal costo proibitivo di 700/800 Mln di euro, interamente a carico del pubblico.
Un’opera estremamente impattante, che giudichiamo oltremodo sovradimensionata rispetto al traffico in circolazione sulla SP10. In proposito corre l’obbligo di sottolineare come soluzioni di questo tipo vengano adottate in presenza di TGM di circa 35/40 mila veicoli, come nel caso della SS415 Paullese. Per altre direttrici che sul nostro territorio, come la SP236 Goitese, fanno registrare un TGM di circa 25 mila veicoli, nessun ente ha mai proposto interventi di riqualificazione di tale portata.
Uno spreco di risorse che precluderebbe, inoltre, la possibilità di finanziare ulteriori e necessarie opere per i territori interessati. Senza considerare i notevoli costi di manutenzione annua che questa arteria richiederebbe.

La richiesta del Coordinamento dei comitati

La richiesta del Coordinamento dei comitati è molto semplice: che le risorse promesse (488 Mln di euro) per finanziare l’autostrada Cremona Mantova vengano confermate dalle autorità competenti reindirizzandole, attraverso un preciso accordo di programma tra Regione, Anas, Province ed enti
locali, agli interventi, sulla viabilità e sulle ferrovie, in grado di migliorare sensibilmente, e in modo sostenibile, la vita di studenti, lavoratori e pendolari di queste zone.

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