“Disvelata” stamattina la Panchina rossa nel giardino della Biblioteca Comunale “G. Zamboni”, alla presenza di tre donne – con ruoli chiave nell’Amministrazione Comunale, nella scuola e nella lotta alla violenza: Katia Simeoni, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontoriato; Mariella Difato, dirigente scolastica dell’Ic Roncoferraro e Paola Mari, Presidente dell’Associazione Volontarie del  Telefono Rosa – Mantova.

Inaugurata la panchina rossa contro la violenza sulle donne

Tolto il drappo nero che ricopriva la panchina, quasi un lugubre feretro, come quelli che attraversano i nostri paesi e le nostre città, nell’ultimo viaggio delle donne morte per mano di chi diceva di amarli, in quell’ultimo viaggio che va dalle case/mattatoi all’obitorio alle chiese e infine ai cimiteri.

Ad aprire la celebrazione, l’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontoriato, Katia Simeoni, che ha spiegato come è nata l’iniziativa e come si è realizzata la sinergia e collaborazione tra il Comune di Roncoferraro e la Scuola, come il progetto abbia potuto contare sull’aiuto delle insegnanti, Raffaella Garosi e Rachele Labbate, e sull’operato fattivo degli studenti, che hanno ridipinto una vecchia panchina alloggiata nel giardino della Biblioteca.
Un’occasione per riflettere su più aspetti: la cura del bene comune, il riuso degli oggetti, e come gli oggetti possano assumere un significato simbolico oltre alla pura funzionalità e il significato del 25 novembre.
L’intervento della Presidente dell’Associazione Volontarie del  Telefono Rosa – Mantova  Paola Mari ha evidenziato come l’identità e la libertà di pensiero di una donna rappresentino un punto fermo da non dimenticare, specie tra le mura domestiche.

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“Non mollate mai”

“Non mollate mai!” è l’incitamento che la Mari ha lanciato ai ragazzi e alle ragazze presenti. Ed ha continuato: “Bisogna pretendere rispetto da chiunque e bisogna non consentire mai che venga violata la nostra identità”.
La dirigente scolastica dell’Ic Roncoferraro, Mariella Difato ha narrato la storia di com’è nata la ricorrenza del 25 novembre, sin dal 1999. E di come persino l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha evidenziato che non può esserci sviluppo sostenibile senza il rispetto delle donne. Ha rafforzato l’idea della Scuola chiamata al compito di formare le giovani generazioni per “spegnere” gli stereotipi culturali.

Una foto ricordo degli alunni

Al termine dell’inaugurazione della panchina, una foto ricordo degli alunni a coronare lo spazio di rifugio costituito dalla panchina. È apparsa la panchina rossa con sopra la bibliografia sull’argomento: violenza sulle donne, femminicidio, stalking, amore, queste le parole chiavi e i titoli dei libri.

I libri, quale simbolo di conoscenza e consapevolezza, sono le chiavi per aprire quelle gabbie invisibili intorno alle donne. 92 i ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado “L. Fancelli” di Roncoferraro, una rappresentanza ben nutrita della scuola, tra le classi prime, seconde e terze, che con passi decisamente “rumorosi” hanno percorso la distanza tra la scuola e la biblioteca, ripercorrendo il tracciato dei passi rossi di donna.

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