L’inchiesta Eolo si arricchisce di un capitolo: il territorio testimonia vicinanza all’imprenditore a capo dell’Internet Service Provider con sede Busto Arsizio.

L’operazione della Guardia di Finanza

La notizia è esplosa a inizio settimana: la Guardia di Finanza ha arrestato il legale rappresentante della società Eolo, operante su tutto il territorio nazionale, e sequestrato dai conti 3 milioni e mezzo di euro. Secondo le Fiamme gialle la società, celebre per le prestazioni del servizio internet wireless, occupava frequenze non ancora assegnate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ma il popolo della Rete sembra aver già assolto il presidente e amministratore delegato dell’Internet service provider, Luca Spada, ai domiciliari: tanto che circola anche un hashtag, #iostoconluca.

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La tesi della procura di Busto Arsizio

La società, grazie a modem di ultima generazione forniti ai propri abbonati, utilizzava senza autorizzazione una banda di frequenza non assegnata a nessun operatore ed era in grado di offrire una connessione internet più veloce. Tale comportamento, non solo ha arrecato danno allo Stato in assenza del pagamento degli oneri di concessione, ma ha consentito all’azienda di ampliare la propria quota di mercato a discapito della concorrenza che agisce in modo lecito sulle bande consentite.

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La posizione dell’azienda

In una nota, Eolo testimonia la propria fiducia nelle autorità competenti e nei vertici aziendali. Che la Giustizia faccia il suo corso, insomma, ma la campagna di sostegno per Spada, lanciata da amici e colleghi dell’imprenditore, è comunque un segnale forte che il territorio varesino ha voluto tributare al manager dalla visione lungimirante che ha saputo costruire negli anni una realtà in ogni caso dinamica, radicata e apprezzata.