Non accenna a placarsi la crescita delle vittime del lavoro nel nostro Paese. I dati diffusi dall’INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), attraverso gli Open data, sui primi 10 mesi del 2018, segnano un ulteriore aggravamento di un bilancio che diventa sempre più intollerabile.

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Le parole di ANMIL

Nel solo mese di ottobre le morti segnalate sono state 68, ovvero 11 in più rispetto alle 67 dello stesso mese del 2017. “Stiamo assistendo impotenti ad un drammatico crescendo”, dichiara il Presidente Nazionale dell’ANMIL (Associazione nazionale fra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro), Franco Bettoni. “Quello che ci colpisce (e non certo sorprende) – aggiunge – è che la crescita delle morti sul lavoro ha riguardato in particolare i lavoratori under 34 (da 147 a 171 casi) e gli over 65 (da 65 a 71 casi) dimostrando che a pagare i costi umani più pesanti sono ancora i lavoratori più giovani, vittime innocenti di un sistema lavoro sempre più precario ed insicuro, e gli anziani che, dopo lunghi decenni di lavori pesanti ed usuranti, vedono ancora lontano il sospirato traguardo di una serena pensione, sebbene non possano più confidare su una prestanza fisica adeguata a certi ambiti lavorativi”.

Più infortuni e più morti nell’industria manifatturiera

A livello di settore gli incrementi maggiori si riscontrano nell’Industria e in particolare nelle attività manifatturiere dove, per i soli incidenti avvenuti in occasione di lavoro (escludendo dunque quelli in itinere), l’incremento è stato dell’11,2% (passando da 62.000 a 69.000 circa) mentre i morti da 83 sono diventati 88.

“Sconcerto e profondo dolore – conclude Bettoni – sono i sentimenti che noi dell’ANMIL, ma sono certo di parlare a nome di tutta la collettività, proviamo di fronte all’impressionante sequenza di tragedie che quest’anno sta insanguinando in lungo e largo il nostro Paese. A partire dalla tragedia causata dal crollo del ponte Morandi a Genova (15 lavoratori morti oltre i molti civili) agli incidenti stradali in Puglia in cui hanno perso la vita 16 braccianti extracomunitari, sino ad arrivare alle quattro persone travolte da una frana in una condotta fognaria a Isola Capo Rizzuto in Calabria ed ai cinque lavoratori coinvolti in due incidenti stradali nel Lazio e in Lombardia, per citare solo i casi più eclatanti”.

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Qualche dato lombardo

La situazione in Lombardia è estremamente grave. Da gennaio ad aprile 2018 erano state 35 le vittime rilevate in occasione di lavoro. Una media di 9 morti al mese, 2 alla settimana.

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Il bilancio dei primi 10 mesi 2018 peggiora rispetto allo scorso anno. Ben 19 morti in più nella nostra regione (da 114 a 133).