Polemiche sulla cartiera a Mantova: i cumuli di carta da macero stoccati nello stabilimento infiammano la polemica. Ma la proprietà risponde: “In attesa dell’ok da anni, non ci fanno lavorare”.

Tonnellate di carta stoccata

Una volta di più infiamma la polemica sulla cartiera di Mantova, stabilimento ex Burgo oggi di proprietà di Pro Gest che sta lavorando per riaprire lo stabilimento di viale di Poggio Reale. La polemica divampa sulle tonnellate di carta da macero che l’azienda, già da alcuni mesi, ha stoccato sul retro del proprio stabilimento e sul fatto che diversi cittadini residenti in zona lamentano odori fastidiosi nell’aria. Il sindaco di Mantova Mattia Palazzi con una propria recente ordinanza ha imposto alla società veneta di eliminare gli odori sgradevoli entro dieci giorni, mentre molti cittadini si schierano contro il progetto di realizzazione di un inceneritore. A quanto pare, dietro la cartiera sarebbero state stoccate 35mila tonnellate di carta da macero in più rispetto alle 55mila tonnellate autorizzate dalla Provincia di Mantova. Provincia che, dal canto suo, ne ha ordinato la rimozione.

Zolezzi: “Caso alla Direzione distrettuale antimafia”

Particolarmente dura, nella vicenda, la posizione del parlamentare del Movimento 5 Stelle Alberto Zolezzi (qui la sua scheda), che annuncia di voler inviare materiale fotografico e video alla Direzione distrettuale antimafia con l’intento di chiarire tutta la faccenda.

“Odori? Nessun impatto sulla salute”

Ma, nell’ambito delle polemiche, arriva ora la risposta di Pro Gest, tramite un lungo comunicato pubblicato sulla pagina facebook “PRO • GEST spa Stabilimento di Mantova”. Eccola: “Le ultime contestazioni che leggiamo, e di cui siamo ben consapevoli, ricevendo almeno una volta a settimana la visita di Arpariguardano gli odori molesti. La differenza tra quanto viene percepito da chi tutti i giorni vive e lavora in fabbrica rispetto a quanto percepiscono alcuni (pochissimi) abitanti nei dintorni della cartiera è talmente elevata da far pensare che ci sia qualcuno che confonde l’odore dei campi appena concimati (siamo nella stagione giusta), con quello della carta riciclata. Arpa è stata per la seconda volta questa settimana a condurre una lunga ispezione con ben 7 agenti che si sono intrattenuti in stabilimento per ore. A seguito del sopralluogo, non sono stati percepiti odori, se non all’interno della fabbrica e – per cinque minuti – all’altezza del cancello di ingresso. Odori tipici della lavorazione della carta da macero. Addirittura il naso elettronico di ultima generazione di cui disponevano i tecnici Arpa ha dato valori di odore al di sotto del limite di rilevabilità. Comunque una cosa è certa: se odori vengono percepiti di certo non hanno alcun impatto negativo sulla salute dei cittadini e infatti neppure l’ordinanza sindacale lo contesta”.

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“Polemiche a scopo politico”

“Secondo gli esperti del lamento continuo – prosegue la nota di Pro Gest – la Provincia di Mantova sbaglia a dare autorizzazioni e allora loro si fanno carico (paladini della giustizia) di fare ricorso al Tar, salvo poi perderlo, e con esso anche i soldi dei cittadini che hanno dato le donazioni. Secondo chi fa polemica, ora sbaglia anche l’Ats, ma certamente ci penseranno loro a creare allarmismo sufficiente da spaventare il sindaco, che subissato dalle lamentele (create ad arte) e con le elezioni alle porte dovrà difendersi dagli attacchi della signora che vuol diventar sindaco, di chi vuol vendere libri sull’inquinamento o del parlamentare 5 Stelle, preoccupato di ricrearsi un terreno fertile a Mantova, se dovesse tramontare l’esperienza romana“.

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“Iter lunghissimi: non possiamo lavorare”

“Da parte nostra – sottolinea ancora la proprietà della cartiera – stiamo procedendo nel più breve tempo possibile (entro 6 mesi) a rimuovere la carta da macero attualmente presente nel sito. Questa carta, che comunque non genera odori in quanto non è in lavorazione, si è accumulata per un motivo molto semplice. La cartiera ha chiesto l’autorizzazione a operare nel 2015. Siamo ad aprile 2019 e l’autorizzazione ancora non è definitiva e completa. Seppure anche la valutazione di impatto ambientale abbia per legge un’istruttoria massima di 180 giorni. La valutazione di impatto ambientale che Pro-Gest ha presentato agli enti competenti è di ottobre 2017 e ormai i 180 giorni son passati tre volte. Purtroppo, senza autorizzazione definitiva e con un cantiere completamente bloccato, siamo impossibilitati a completare le pavimentazioni e a costruire gli altri 10mila metri quadrati di magazzino già contenuti in autorizzazione. Questo, unito agli ordini di materia prima, che si fanno mesi in anticipo e arrivano anche con navi da oltreoceano, e unito al fatto che la cartiera è parte del consorzio nazionale per il riciclo della carta e come tale deve garantire il ritiro della materia prima assegnata, ha fatto sì che le quantità in giacenza siano superiori al normale. Ci regolarizzeremo, ma certamente questo non crea danno né all’ambiente né alle persone che ci circondano“.

“Trasparenti, ma andiamo avanti”

Infine la conclusione della lunga nota di Pro Gest: “Continueremo a fare con serietà il nostro lavoro, nel rispetto delle regole. Continueremo a essere trasparenti nel nostro operato come i vetri della nostra bella fabbrica che abbiamo ricostruito e della quale andiamo fieri. Continueremo a promuovere il dialogo costruttivo e riceveremo con attenzione le lamentele di chi verrà disturbato dal nostro lavoro e cercheremo di adottare tutti gli accorgimenti necessari per arrecare minor disturbo possibile. Continueremo infine a collaborare con gli enti e ci rendiamo ancora una volta disponibili a fare insieme ricerche e studi per abbattere ulteriormente i nostri impatti. Ci auguriamo però che la nostra cartiera non venga strumentalizzata per fini politici, come sta accadendo in maniera palese da quando siamo arrivati”.

La nota di Palazzi

Il sindaco Palazzi ha commentato la vicenda con queste parole:

“Ho letto il comunicato di Progest riportato da un quotidiano locale nonché pubblicato sui canali social della stessa Progest. In esso si fa riferimento anche alla mia persona e al mio ruolo di Sindaco. Poco ho da dire al riguardo, per quanto concerne la mia azione parlano gli atti che ho emesso, per quanto attiene invece le considerazioni “politiche” contenute nel comunicato, trovo le stesse, francamente, fuori luogo. Nulla del mio operato è infatti condizionato da facili consensi politici o dalle prossime elezioni amministrative.
Il comunicato non merita da parte mia ulteriori considerazioni. Attendo rispondano, nei termini assegnati, alla mia ordinanza.”

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