Il 5 luglio 2019 Legambiente ha presentato il rapporto ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia.  Si tratta di un’indagine relativa al ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, alla filiera agroalimentare e racket degli animali.

Rapporto ecomafia 2019

Si legge sul sito di Legambiente:

“L’aggressione alle risorse ambientali del Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro2,5 in più rispetto all’anno precedente e che vede tra i protagonisti ben 368 clan, censiti da Legambiente e attivi in tutta Italia. Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite da Legambiente e che hanno visto impegnate 36 procure, capaci di denunciare 597 persone e arrestarne 395, eseguendo 143 sequestri.”

Commenta così Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente:

“Vogliamo dare il nostro contributo, fondato come sempre sui numeri e una rigorosa analisi della realtà, per riequilibrare il dibattito politico nazionale troppo orientato sulla presunta emergenza migranti. Un tema sul quale in questi mesi il Governo ha risposto facendo l’esatto contrario, approvando il condono edilizio per la ricostruzione post terremoto sull’isola di Ischia e nelle zone del cratere del Centro Italia, e il decreto Sblocca cantieri con cui ha allargato le maglie dei controlli necessari per contrastare infiltrazioni criminali e fenomeni di corruzione. Per fortuna si conferma la validità della legge 68 del 2015, che ha inserito i delitti ambientali nel Codice penale, con buona pace dei suoi detrattori che negli ultimi anni hanno perso voce e argomenti per denigrarla. Risultati che dovrebbero indurre a completare la riforma di civiltà inaugurata con la normativa sugli ecoreati: il nostro auspicio è che il Governo e il Parlamento invertano il prima possibile la rotta intrapresa e abbiano il coraggio di continuare il lavoro che nella scorsa legislatura ha visto approvare il maggior numero di norme ambientali di iniziativa parlamentare della storia repubblicana”.

Mantova e l’ecomafia

Per quanto riguarda il racket di animali, la classifica dell’illegalità a danno degli animali stilata dal rapporto, Mantova si classifica al settimo posto con 6 infrazioni, 6 denunce e 5 sequestri.  Decima invece per il ciclo illegale dei rifiuti, con le sue 12 infrazioni, 20 denunce e 9 arresti.

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Mantova si aggiudica l’ottavo posto per il ciclo illegale di cemento, con 10 infrazioni, 13 denunce e 5 sequestri.

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