La chiave di lettura della sesta edizione del Rapporto Giovani, l’indagine sulla condizione delle nuove generazioni in Italia a cui ha dato inizio l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori nel 2012, in collaborazione con Ipsos srl e il Laboratorio di Statistica dell’Università Cattolica, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, è quella del presente, nelle sue molteplici sfaccettature: tempo di attesa passiva, di svago e interazione con gli altri, di scelte utili per il futuro personale e collettivo.

Il nodo: l’uscita precoce dei giovani dal sistema formativo

Fra i temi centrali, l’uscita precoce di molti giovani dal sistema formativo, con particolare interesse per l’impatto sul lavoro e sulla partecipazione sociale.

“Un paese prospera se mette le nuove generazioni nella condizione di essere efficacemente inserite nel mondo del lavoro: l’analisi del Rapporto fa emergere i fattori predittivi dell’entrata e della permanenza nella condizione di Neet e, soprattutto, conferma che scivolano in tale condizione i giovani con basse credenziali formative e che vivono in contesto poveri di opportunità”.

Così Alessandro Rosina, coordinatore scientifico Osservatorio Giovani Istituto Toniolo Demografo Università Cattolica Milano.

L’autonomia abitativa da conquistare

Nella transizione alla vita adulta è rilevante la conquista di una propria autonomia abitativa dai genitori: l’indagine mette in luce i significati assegnati oggi dai giovani a tale scelta. La difficoltà a rendersi indipendenti ha ripercussioni importanti sull’identità e sulla possibilità di acquisire un ruolo all’interno della società.

“Sul tema della legalità i giovani del Rapporto sembrano attribuire molta importanza alle leggi come strumenti di regolazione sociale e di garanzia delle libertà personali, allo stesso tempo avvertono un alto grado di illegalità diffusa”.

Un’immagine comunque non a tinte fosche

Il mondo dei giovani è pieno di ambizioni, ma anche di grandi fragilità. Non trova, tuttavia, conferma l’immagine a tinte fosche dipinta dai media: la maggioranza adotta comportamenti mediamente responsabili in relazione al consumo di bevande alcoliche, anche se qualche preoccupazione desta una convergenza femminile verso condotte maschili nell’uso di alcol. Il gruppo dei pari influenza questi comportamenti e svolge un ruolo fondamentale nei processi di socializzazione e di definizione dell’identità personale. Oltre a ciò la capacità di stare in gruppo sviluppa competenze oggi molto richieste sul mercato del lavoro.

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Il questionario on line

Una sezione consistente del Rapporto 2019 è dedicata al questionario on line predisposto dalla Segreteria dei Vescovi per il Sinodo dedicato ai giovani (3-28 ottobre 2018), in collaborazione con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo: un’occasione di ascolto “senza confini” da cui emerge soprattutto l’esigenza di un maggiore protagonismo, anche, ma non solo, nella Chiesa.

“Due approfondimenti locali, sui giovani campani e sui Neet lombardi chiudono il Rapporto Giovani 2019 che evidenzia complessivamente un clima di bassa fiducia nelle istituzioni e insicurezza verso il futuro. Gli esempi positivi non mancano, tuttavia, a testimonianza di una energia vitale presente, ma poco valorizzata da un paese che vorrebbe andare incontro ad un futuro migliore”.

Conclude Alessandro Rosina, coordinatore scientifico Osservatorio Giovani Istituto Toniolo Demografo Università Cattolica Milano.