Vaccini caos: nel Mantovano si tenta di allinearsi con le disposizioni nazionali, ma l’esercito dei no vax non intende mollare la presa.

Vaccini caos

Il 20 aprile scorso, il Tar di Brescia ha decretato la riammissione, alla scuola d’infanzia di Gozzolina, frazione di Castiglione delle Stiviere, di uno dei 4 alunni non vaccinati. L’unico i cui genitori avevano presentato ricorso. Le famiglie degli altri bambini hanno deciso di non ricorrere al Tar. Ma ora hanno chiesto tramite il loro legale la sospensione del provvedimento di esclusione. Per i genitori, la dirigente scolastica nonostante l’evidenza della sentenza e il fatto che i figli si trovano nelle medesime condizioni del riammesso, si è opposta al loro reintegro, sostenendo di non avere ancora la certezza necessaria per poterli riammettere. Mentre si consumano, nel Mantovano, battaglie legali basate sull’interpretazione delle direttive nazionali in merito all’arbitrio di vaccinare o meno i figli, si cerca di diffondere una corretta informazione scientifica che allontani lo spauracchio di una pratica clinica salvavita.

Vaccini: tra vere e false informazioni

In questa cornice si inscrive l’evento pubblico, aperto a tutti i cittadini, organizzato dall’Asst di Mantova “Vaccini: tra vere e false informazioni”. L’incontro si terrà l’8 maggio alle 18 al Cinema Teatro Politeama di Suzzara, in via Mazzini 7. Interverranno Pier Luigi Lopalco | Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università di Pisa, Fabrizia Zaffanella | Responsabile Servizio Vaccinazioni, ASST di Mantova, Alessandra Grezzani | Pediatra di famiglia, Suzzara.

Varicella Party aperto a tutti

Se da una parte si tenta di contenere il fenomeno crescente delle bufale pseudoscientifiche che fioriscono intorno ai vaccini, dall’altra fioriscono iniziative no-vax che propongono rimedi descritti come “alternativi” e “naturali” per affrontare il problema delle malattie infettive. Ultima, ma solo in ordine di tempo, è l’iniziativa pubblicata su facebook da una mamma no-vax che organizza un varicella party. L’invito scritto con parole in grassetto su sfondo fucsia sembrava quello per una semplice festa di compleanno di una bambina e non una convocazione per far contrarre ai figli la varicella. L’autrice del post è una mamma no-vax convinta sostenitrice dei metodi naturali e ovviamente contro i vaccini. Molti commenti registrati in poche ore. Alcuni hanno risposto affermativamente con “Ci sarò!” tre altri si sono indignati targando la Polizia Postale. Fra i commenti, c’è chi si chiede se non sia pericoloso affidare i propri figli a chi pensa di organizzare eventi sulla varicella.

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Pox Party

Il “varicella party” fa parte di un contenitore più grande chiamato “pox party”. I “pox party” sono feste organizzate per far contrarre ai bambini piccoli malattie esantematiche come varicella e morbillo. Alcune iniziative del genere risalgono al 2017 e sono di svariato genere, come la pagina Facebook “Gruppo segnalazioni malattie esantematiche”, dove i genitori potevano pubblicare il proprio annuncio di offerta o domanda.

 Il commento dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia

“La varicella, cosi’ come il morbillo e’ una malattia esantematica che puo’ avere delle gravissime conseguenze. Per questo e’ stata inserita tra quelle per le quali il vaccino e’ obbligatorio a partire dai nati 2017 e per questo chiunque diffonda la possibilita’ di epidemia e’ perseguibile penalmente. Ecco perche’ giudico assolutamente da irresponsabili iniziative come i cosiddetti ‘Varicella o Morbillo Party’ e mi auguro che le autorita’ preposte pongano in essere tutte le misure necessarie per punire chi li organizza. Spero che nessuno sia stato cosi’ incosciente da portare il proprio figlio. Questi antichi metodi sono anacronistici perche’ fortunatamente ora esistono i vaccini che i nostri Centri offrono a tutti gratuitamente. Nel 2017 per tutta la Lombardia per la prima coorte di chiamata attiva (nati 2016) abbiamo vaccinato 41.101 su 83.013 pari al 49,51”.

Caos anche per i vicini di casa piemontesi

Anche i vicini di casa piemontesi fanno i conti con disposizioni nazionali e interpretazioni genitoriali. A Torino e Collegno 4 espulsioni da nido e materna, non arretra l’assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero: «La legge e le sue circolari applicative – afferma  – hanno definito un iter chiaro che, soprattutto in una Regione virtuosa come il Piemonte, è stato estremamente graduale, e che, come ho avuto modo di ricordare in diverse occasioni, va rispettato».