14enne schiacciato da una panchina pubblica a Castel D’Ario: partono gli avvisi di garanzia.

14enne schiacciato e ucciso da una panchina

La tragedia di Matteo, 14enne schiacciato da una panchina girevole in ferro di svariate tonnellate, ha sconvolto non soltanto la Bassa ma tutta la penisola. Una morte terribile oltre che inaspettata, avvenuta nel parco di Piazza Castello, inaugurato solo 3 mesi fa, a Castel D’Ario.

Un’ora nel tentativo di rianimarlo

Era un venerdì sera agostano come tanti, i ragazzini giocavano sull’infrastruttura, le persone passeggiavano; a pochi metri una festa dell’Avis. Di colpo la tragedia, 8 quintali di ferro si sono abbattuti sul corpo di Matteo, schiacciandolo. Per un’ora i soccorritori e i volontari dell’Avis hanno tentato di strappare il 14enne alla morte, dopo che una quindicina di persone hanno spostato il monumento che l’aveva schiacciato.

Sotto gli occhi disperati dei genitori

Il momento peggiore arriva quando anche i genitori di Matteo, che abitano vicino al luogo della tragedia, si precipitano in piazza. L’orrore di vedere il corpo del figlio schiacciato da quella lastra di ferro non se ne andrà mai dagli occhi di mamma Alessandra e papà Gianfranco. Matteo muore in strada, il suo corpo viene lasciato sul luogo dello schiacciamento finché il sostituto procuratore Silvia Bertuzzi arriva sul posto e autorizza la rimozione della salma che ora si trova nelle camere mortuarie del Poma, in attesa dell’autopsia.

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Avvisi di garanzia e la rabbia dei cittadini

Mentre il magistrato ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, in paese la gente è indignata. A dimostrazione dello sdegno pubblico ha fatto capolino un cartello, posto proprio sulla recinzione messa a protezione del luogo della tragedia. Scritto in stampatello: “I cittadini sono tutti incazzati contro i responsabili di questa tragedia. Era evitabile”. Ovviamente saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità e non certo un processo sommario dei residenti, ma quel parco aveva suscitato polemiche fin dalla sua apertura fra i cittadini di Castel D’Ario. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo e potrebbe coinvolgere il progettista, chi ha effettuato il collaudo, l’ufficio tecnico e tutto quel personale che ha avuto parte in causa.

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