Potrebbero essere due gli indagati per la morte di Angelo Baresi, l’operaio di 51 anni morto folgorato in un cantiere mercoledì 21 agosto 2019. E’ la nona vittima dell’anno nel mantovano morta a causa di un incidente sul lavoro. 

L’incidente che ha portato alla morte

E’ successo tutto in fretta. Mercoledì l’incidente è avvenuto poco dopo le 13.00 in via Leoncavallo a Castiglione delle Stiviere, e le condizioni dell’operaio sono risultate fin da subito gravissime in seguito alla scarica inflittagli inavvertitamente da un cavo della corrente elettrica. I soccorritori lo hanno rianimato a lungo sul posto, per poi caricarlo sull’eliambulanza e portarlo al Civile, nella speranza di un miracolo che, però, non è purtroppo arrivato.

L’autopsia non è servita

L’esame autoptico non è stato disposto per indagare la causa della morte dell’operaio 51enne: il motivo che ha posto fine alla sua vita, infatti, era purtroppo chiaro a tutti. E’ bastata un’ispezione cadaverica per stabilire che la folgorazione è stata la causa del decesso.

La Procura di Mantova indaga

La Procura di Mantova ha aperto un fascicolo d’indagine per trovare il responsabile (nel caso vi sia) dell’omicidio colposo di Angelo. Dal cantiere i sigilli sono già stati rimossi, si può ricominciare a lavorare. Il tecnico del Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal) ha effettuato un’approfondita opera di documentazione del cantiere e ha ora nelle mani tutti i dati necessari per esaminare il caso, capire se le norme relativa alla sicurezza sul lavoro siano o meno state rispettate e, in questa seconda ipotesi, perchè no e da parte di chi.

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Per il momento potrebbero essere due le persone che rischiano di finire nel registro degli indagati.

Come prima ipotesi potrebbe essere ritenuto responsabile un collega di Baresi: secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto infatti, mentre il 51enne era impegnato nello spostamento di una pompa di calcestruzzo, sarebbe stato colpito da una scarica da 15mila volt, probabilmente causata da una disattenzione di un altro operaio che avrebbe inavvertitamente toccato i cavi dell’alta tensione con il braccio della betoniera.

Il secondo nome potrebbe invece essere quello del datore di lavoro dell’operaio: sarà ora necessario che gli inquirenti verifichino se la normativa sulla sicurezza imposta negli ambienti di lavoro sia stata rispettata anche dai piani alti del cantiere.

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