Estorsione, violenza e autoriciclaggio: l’operazione su scala nazionale ha portato all’arresto di 12 capi ultrà della Juventus. Sono ora in corso diverse perquisizioni in tutta Italia, anche a Mantova, Monza e Bergamo.

Estorsione, violenza e autoriciclaggio

Come riportano i colleghi di nuovaperiferia.it, è in corso dalle prime ore della mattina, lunedì 16 settembre 2019, una vasta operazione della Polizia di Stato di Torino, coordinata dal Gruppo Criminalità Organizzata della locale Procura della Repubblica, nei confronti delle frange ultrà della Juventus. Nell’ambito dell’operazione denominata “Last Banner”, la DIGOS di Torino sta eseguendo 12  misure cautelari nei confronti dei capi e dei principali referenti dei “Drughi”, di “Tradizione-Antichi Valori”, dei “Viking”, del “Nucleo 1985” e di “Quelli … di via Filadelfia”, indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

In corso le perquisizioni anche in Lombardia: Mantova, Monza e Bergamo

Sono in corso – con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – 39 perquisizioni con la collaborazione delle DIGOS di Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza, Bergamo e Biella, nei riguardi di 37 fra i principali referenti dei summenzionati gruppi ultrà (ed anche del “N.A.B. – Nucleo Armato Bianconero”), anch’essi indagati nell’ambito della medesima indagine. Tra gli indagati risulta esserci anche un ultrà residente a Castiglione delle Stiviere. 

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L’organizzazione interna

Come si comprende dal video esplicativo, è complessa l’organizzazione interna dei gruppi di ultrà coinvolti nell’operazione della Digos di oggi.

La scoperta

L’attività di indagine dei poliziotti della DIGOS – svoltasi per oltre un anno – è scaturita da una denuncia sporta dalla Juventus ed ha consentito al Gruppo Criminalità Organizzata della Procura di Torino di acquisire incontrovertibili elementi probatori in merito ad una precisa strategia estorsiva posta in essere dai leader dei principali gruppi ultrà bianconeri nei confronti della citata società calcistica. L’interruzione, alla fine del campionato 2017/18, di alcuni privilegi concessi ai gruppi ultrà ha infatti determinato, sin da subito, una “reazione” dei leader storici, che hanno definito una capillare strategia criminale per “ripristinare” quei vantaggi soppressi ed affermare nuovamente la posizione “di forza” nei riguardi della Juventus. E’stata inoltre accertata la reattività dei”Drughi” per recuperare centinaia di biglietti di accesso allo stadio per le partite casalinghe della Juventus, avvalendosi di biglietterie compiacenti sparse su tutto il territorio nazionale.

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