Ieri, 02 luglio 2019, nelle campagne del comune di Castel Goffredo (MN), presso un campo coltivato ad ortaggi, dopo mirata attività di osservazione, è scattata l’operazione dei carabinieri delle Stazioni di Castel Goffredo e Guidizzolo, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova e la polizia locale di Castel Goffredo.

Controlli straordinari nel settore agricolo e agroalimentare

Il servizio è andato ad inquadrarsi nell’ambito dei controlli straordinari nel settore agricolo, agroalimentare/forestale e ambientale per il contrasto dei reati in materia di sfruttamento della manodopera clandestina, caporalato, coordinati dal Maggiore Simone Toni, comandante della compagnia di Castiglione delle Stiviere (MN) ed affiancato dal Mar. Maggiore Vitantonio Salamina, comandante del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro.

Caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina nel mantovano

L’intervento dei militari

I militari sono intervenuti verso le ore 08.00 di ieri presso un campo coltivato ad ortaggi (zucchine, peperoni e peperoncini), situato nel comune di Castel Goffredo, di cui è proprietario un cittadino italiano, concesso in affitto a un 38enne del Bangladesh, titolare di un’azienda agricola e gestita insieme ad altri due suoi connazionali, un 39enne ed un.47enne, tutti cittadini bengalesi, residenti a Castel Goffredo.

Solo 11 dei 16 operai erano in regola: lavoravano 14 ore al giorno

Nel corso delle attività i militari hanno identificato sedici operai, tutti intenti nelle attività lavorative dell’azienda agricola, di cui solo undici in regola con il permesso di soggiorno e contratto di lavoro, mentre cinque sono risultati irregolari sul territorio nazionale, in quanto privi di permesso di soggiorno e di documenti d’identificazione, quindi clandestini, e inoltre impiegati illecitamente nelle attività lavorative senza alcun contratto di assunzione.
I 5 lavoratori irregolari, apparentemente in discrete condizioni di salute, ascoltati dai militari, hanno dichiarato di lavorare in quella azienda agricola, mediamente 14 ore al giorno  e di percepire una paga oraria di 5 (cinque) euro all’ora, ben al di sotto rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro di categoria.

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Caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina nel mantovano

L’arresto in flagranza del proprietario e dei caporali

Per quanto accertato, i carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza per caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina di:
– un 38enne del Bangladesh, titolare dell’ azienda agricola;
– un 39enne del Bangladesh, caporale;
– un 47enne del Bangladesh, caporale,
tutti ritenuti responsabili dei reati di capolarato e sfruttamento di manodopera clandestina, in concorso.
I 5 clandestini sono stati sottoposti a identificazione e fotosegnalamento e formalmente invitati a presentarsi presso la questura di Mantova per le procedure di espulsione dal territorio nazionale.

Condannati i tre arrestati per caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina

Il magistrato di turno della procura di Mantova ha disposto che gli arrestati fossero accompagnati, in regime di detenzione domiciliare presso le proprie abitazioni, in attesa del processo con rito direttissimo, disposto per la mattinata odierna, che si è concluso con la la condanna per i suddetti rispettivamente a un anno e 10 mesi, un anno e 8 mesi ed un anno e 6 mesi, oltre all’obbligo per ciascuno di pagare euro 7.500.
Il colonnello Fabio Federici, comandante provinciale dei carabinieri, ha espresso il suo vivo apprezzamento per la brillante operazione di servizio, ribadendo l’importanza delle attività di contrasto di tale fenomeno sul tutto il territorio della provincia di Mantova.

Giordana Liliana Monti

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