Cartiera di Mantova: tutta la carta da macero sotto sequestro. Il giudice fa apporre i sigilli a 85mila tonnellate di materiale presente nello stabilimento e ritenuto rifiuto.

Scatta il maxi sequestro

Non solo il giudice del Tribunale di Mantova ha rigettato la richiesta, presentata dai legali di Pro-Gest, di parziale dissequestro del materiale cui erano già stati posti i sigilli un paio di settimane fa. Anzi, accogliendo la richiesta della Procura, ha addirittura confermato il sequestro del materiale al quale erano già stati messi i sigilli e, di più, disposto il sequestro di tutta la carta da macero stoccata nelle pertinenze dello stabilimento di viale di Poggio Reale.

Sigilli a 85mila tonnellate di materiale

Quello disposto nella giornata di ieri è un vero e proprio maxi sequestro. Oltre alla conferma del sequestro preventivo delle balle di carta e della fibra di carta pari a circa 4mila metri cubi, ha disposto anche il sequestro di tutte le 85mila tonnellate di carta da macero depositate in azienda. Il provvedimento di sequestro è stato messo in pratica nella giornata di ieri, mercoledì 8 maggio 2019, dai militari della guardia di finanza di Mantova e dalla polizia locale. Gli stessi soggetti che, insieme ad Arpa, un paio di settimane fa erano entrati nell’azienda di Mantova e dato il via all’operazione. Successivamente la proprietà della cartiera aveva richiesto un parziale dissequestro: richiesta che, però, evidentemente non è andata a buon fine.

“Gestione rifiuti non autorizzata”

Il giudice, insomma, ha dato ragione alla Procura e alle forze dell’ordine che, insieme ad Arpa, avevano proceduto con il primo sequestro, “considerato che gli elementi probatori raccolti sono tali da consentire di qualificare il materiale in termini di rifiuto oggetto di deposito incontrollato, ritenendo sussistente il fumus del reato di ‘attività di gestione di rifiuti non autorizzata‘”. Insomma, tutta la carta da macero e la fibra di carta depositati fuori dalla cartiera vengono considerati come “deposito di rifiuti incontrollato” e la loro gestione “non autorizzata”. E’ prevedibile che tutto il materiale, ora sotto sequestro, sia destinato alla confisca.

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La difesa della cartiera

Dal canto suo Pro-Gest si era difesa spiegando che, se nelle balle di carta da macero si trova materiale diverso dalla carta stessa, è responsabilità delle aziende terze che lavorano alla raccolta della carta nelle città e nei paesi e che dovrebbero controllarne la qualità e rimuovere eventuale materiale non cartaceo. Dal canto suo invece, ancora dieci giorni fa, il Comune di Porto Mantovano, che si trova a pochissima distanza dalla cartiera, aveva chiesto ad Arpa di eseguire controlli su eventuali rumori e odori prodotti dallo stabilimento.

 

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