Ancora un arresto compiuto dai Carabinieri contro la piaga dello sfruttamento di clandestini e del lavoro nero.

Imprenditori cinesi tra abusi e irregolarità

Nonostante i controlli siano oramai divenuti quasi quotidiani , ancora si registrano abusi e irregolarità, tutti ad opera di imprenditori cinesi. Ieri sera, 4 luglio 2019, verso le 23.00 è stato effettuato l’ennesimo blitz dei Carabinieri presso un laboratorio tessile situato a Castiglione delle Stiviere.

Un’operazione congiunta

I militari della locale Stazione, insieme ai colleghi delle Stazioni di Guidizzolo, Castel Goffredo, Goito e Asola, in collaborazione con il Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, al personale Inail e Inps, e il Comando di Polizia Locale di Castiglione d/S, coordinati dal comandante della Compagnia di Castiglione, Magg. Simone Toni coadiuvato dal Comandante della locale Stazione, Mar.Magg. Antonio Di Nuzzo e dal Comandante della Stazione di Guidizzolo, Mar.Ca. Luca Regoli, dopo alcuni servizi di osservazione, per capire l’entità dell’attività, hanno fatto irruzione in un laboratorio tessile situato alla periferia di Castiglione d/S, dove hanno trovato al lavoro 15 operai, tutti intensamente impegnati nelle rispettive postazioni di lavoro, le macchine “taglia e cuci”.

Castiglione delle Stiviere: arrestato 45enne cinese per caporalato

Hanno tentato la fuga

All’atto dell’accesso, dopo un momentaneo disorientamento, gli operai hanno tentato di allontanarsi dalle rispettive postazioni di lavoro, cercando qualche possibile via di fuga, ma sono stati subito bloccati dai militari operanti.
Nella circostanza -particolare finora mai riscontrato- sono stati identificati alcuni operai originari del Bangladesh trovati a lavorare insieme ad operai di origini cinesi: mai erano state riscontrate promiscuità di nazionalità nella stessa attività, in particolare nelle attività del settore tessile gestito esclusivamente da cittadini cinesi.

Pessime condizioni di vita degli operai irregolari

Le condizioni di vita degli operai pessime: alloggiati in piccole stanze di fortuna, ricavate all’interno dello stesso laboratorio con tramezze in cartongesso o peggio di cartone, con bagni e cucine in comune.
Nel corso del controllo è emerso che i quindici operai, tutti impegnati nelle postazioni di lavoro le c.d. “macchine taglia e cuci”, erano tutti prividi qualsivoglia tipo di contratto di assunzione e di questi quattro anche sprovvisti di permesso di soggiorno e pertanto clandestini nel territorio nazionale.

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Arrestato il titolare dell’attività per caporalato

Al termine della verifica, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto del titolare dell’attività, HX, 45enne cinese, domiciliato presso lo stesso laboratorio, ritenuto responsabile di sfruttamento della manodopera clandestina, caporalato e lavoro nero.

L’interno capannone, compresi i macchinari e i capi di vestiario, per un valore complessivo di circa 200mila euro, sono stati sottoposti a sequestro e l’attività sospesa. Seguiranno, inoltre, le sanzioni amministrative per le violazioni accertate, al momento quantificate in circa 40mila euro.

Caporalato e lavoro nero: in attesa del rito direttissimo

L’arrestato è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime di custodia domiciliare, in attesa del rito direttissimo fissato per domani mattina, 6 luglio 2019, avanti il Tribunale di Mantova con rito direttissimo. Per i quattro clandestini sono state avviate le consuete procedure di espulsione tramite la Questura di Mantova.

Il comandante Provinciale dei carabinieri di Mantova, Colonnello Fabio Federici, nell’esprimere il suo vivo compiacimento a tutti i militari operanti per la brillante operazione di servizio e per il positivo risultato conseguito, ha anche evidenziato che la particolare situazione riscontrata, ovverosia la promiscuità delle nazionalità degli operai trovati a lavoro, apre, probabilmente, nuovi scenari nella gestione della manodopera nel settore tessile.

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