Coltiva marijuana in casa. A Bagnolo San Vito oarrestato un uomo di 61 anni: in casa aveva un vero e proprio laboratorio.

Coltiva marijuana in casa: sequestrate 316 piante

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Mantova, nell’ambito dell’attività finalizzata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, hanno sequestrato una piantagione di marijuana e tratto in arresto Q.F., 61enne di origini veronesi stabilmente residente nella provincia virgiliana dai primi anni ’90, il quale, all’interno della propria abitazione sita a Bagnolo San Vito, aveva allestito un vero e proprio laboratorio.

Le serre all’interno della cascina

In particolare, le operazioni di perquisizione hanno svelato un vero e proprio “sito” organizzato ed attrezzato per la coltivazione e la produzione di marijuana. All’interno di quattro stanzoni di una cascina erano state allestite vere e proprie serre, illuminate da potenti luci ed areate da un sofisticato impianto alimentato da motori e collegato a grosse tubazioni, che si snodavano per tutto l’immobile, attraverso le quali veniva estratta l’aria calda prodotta dal sistema di illuminazione, consentendo, in tal modo, di mantenere l’ambiente umido per favorire la crescita rapida degli arbusti piantati nei relativi vasi.

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Sequestrati piante, auto e immobile

Inoltre, all’interno di una autovettura presente presso l’abitazione è stato rinvenuto un doppio fondo ricavato nel vano airbag e verosimilmente adibito al trasporto di sostanza stupefacente.
Sono state, quindi, sottoposte a sequestro 316 piante di marijuana di varia grandezza, quasi pronte per la raccolta, che avrebbero prodotto 60 chilogrammi circa di sostanza stupefacente, materiale vario utilizzato per la coltivazione delle piante, tra cui un centinaio di semi, caratterizzati da un principio attivo ricompreso tra il 24 e il 26%, l’automobile, e l’abitazione destinata a laboratorio indoor, in quanto beni strumentali alla perpetrazione dei reati accertati.

Anche furto di energia elettrica

Le ulteriori verifiche eseguite con l’ausilio di personale dell’Enel intervenuto sul posto hanno inoltre consentito di rilevare, in capo allo stesso Q.F., responsabilità per furto di energia elettrica, in quanto l’impianto installato presso l’abitazione veniva alimentato con energia elettrica sottratta alla rete pubblica.

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