Diamanti truffa banche

E’ esploso il caso della “Truffa diamanti”. Ieri, 19 febbraio 2019, la procura di Milano ha chiesto ed ottenuto sequestri per 700 milioni di euro ai danni della fallita Intermarket Diamond Business (149 milioni) e della Diamond Private Investment (165 milioni), ma anche a carico degli istituti di credito che ne avevano favorito l’operatività come il Banco Bpm – Banca Aletti (83 milioni), UniCredit (32 milioni), Intesa San Paolo (11 milioni) e Montepaschi (35 milioni).

Vittime illustri

Numerosi sono stati i risparmiatori comuni che hanno sottoscritto i contratti, e tra questi spiccano anche numerosi vip come Vasco Rossi (pare 2,5 milioni di euro), Diana Bracco, Federica Panicucci e Simona Tagli. In sostanze le due società fallite vendevano i diamanti come forma di investimento a prezzi che per gli inquirenti erano gonfiati. Le banche sarebbero coinvolte in quanto “rivenditrici”, dai loro sportelli, dei diamanti.

Centinaia di persone truffate nella Bassa

Risultano essere centinaia le persone truffate anche nella Bassa. Nel Lodigiano le persone truffate hanno investito da ottomila euro a novantamila euro, con una media di circa undicimila euro per vittima. Federconsumatori Lodi si sta muovendo per avviare le pratiche inerenti le richieste di risarcimento.

Nel Cremonese altri danni ingenti per i risparmiatori, per cui si è mosso il Codacons con questo avviso:

“L’inchiesta è la prova del coinvolgimento delle Banche in quella che è una vera e propria truffa. Gli istituti di credito erano consapevoli che i prezzi dei diamanti fossero gonfiati e il loro ruolo nella intermediazione con i clienti era di primaria importanza. L’inchiesta rende vani i tentativi degli istituti coinvolti di scaricare ogni responsabilità sulle società di intermediazione. L’auspicio è che al più presto sia fatta chiarezza su quanto accaduto in danno di centinaia di ignari risparmiatori. Questa notizia dimostra che il Codacons ci aveva visto giusto; per consulenza in merito contattare l’indirizzo codacons.cremona@gmail.com”.

E ancora vittime nel Mantovano, nel Bresciano ma anche nel Veronese (con 309 risparmiatori veronesi raggirati, per un controvalore investito in diamanti in 9.400.000 euro e un portafoglio stimato in 94.000.000 euro.)

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A chi rivolgervi

Se siete fra i tantissimi risparmiatori coinvolti in questa maxi truffa potete trovare supporto nell‘Associazione Codici.

“Ora che si sono riaccesi i riflettori su questa vicenda – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ci auguriamo che l’inchiesta proceda in maniera ancora più spedita.Parliamo di fatti avvenuti tra il 2012 ed il 2016, periodo durante il quale due società, la Idb e la Dpi, secondo l’accusa avrebbero venduto, attraverso l’intermediazione di sportelli bancari, diamanti da investimento ad un valore ben al di sopra di quello reale. Il risultato è che tanti risparmiatori si ritrovano oggi con dei preziosi che non valgono praticamente nulla”.

“I risparmiatori che hanno lasciato i diamanti in deposito alla Idb – spiega l’Avvocato di Codici Marcello Padovani – devono presentare un’istanza di restituzione ex articolo 87 della legge fallimentare per chiedere al curatore fallimentare la restituzione dei preziosi. Non c’è tempo da perdere. La domanda può essere inviata entro il prossimo 8 marzo. Invitiamo quindi i risparmiatori a contattare al più presto l’Associazione Codici, l’unica ad avere una class action pendente al Tribunale di Milano”.

I risparmiatori coinvolti possono contattare l’Associazione Codici al numero telefonico 06.5571996 oppure all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.org.