Documenti falsi per bere alcolici: denunciati 2 minorenni mantovani. Probabilmente credevano di vivere in un film americano ma la realtà è ben diversa.

Denunciati per falsità materiale e ricettazione

Il personale della Squadra Mobile della Questura di Mantova ha denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Brescia due giovani mantovani di minore età, indagati per i reati di falsità materiale e ricettazione.
Al termine di un’attività di indagine scaturita dal rinvenimento di alcuni documenti di identità contraffatti presentati da diversi minorenni all’ingresso di alcune discoteche cittadine, venivano eseguite due perquisizioni presso le abitazioni dei ragazzi ritenuti responsabili delle falsificazioni dei documenti.

In possesso di apparecchiature per la produzione di documenti falsi

Le perquisizioni consentivano il rinvenimento ed il sequestro di apparecchiature informatiche idonee alla riproduzione di documenti falsi, nonché alcune riproduzioni di carte di identità falsificate sempre riferibili a minorenni della nostra Provincia, che le avrebbero utilizzate per poter accedere in locali riservati ai maggiorenni ed ottenere la somministrazione di bevande alcooliche in diversi locali della zona.
Sono tuttora in corso indagini volte alla identificazione di eventuali altri complici coinvolti nella vicenda.

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La Questura lavora per il contrasto di somministrazione di alcol ai minorenni

Ha sottolineato il Questore Paolo Sartori:

“Questa attività di indagine rientra nel più ampio ambito di iniziative volte alla prevenzione ed al contrasto della somministrazione illegale di alcoolici a minori, nell’ottica anche di prevenire tragedie alle quali, purtroppo, quotidianamente assistiamo, dovute spesso all’abuso di alcool ed agli effetti negativi che ne conseguono. Mi preme sottolineare, inoltre, come, anche in questo caso specifico, sia stata fondamentale la collaborazione a noi fornita da parte dei gestori dei locali pubblici ove questi ragazzi avevano esibito documenti di identità “sospetti”.

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