Era il 19 dicembre 1996 e Gabriele Mora stava lavorando nella sua gioielleria di via Luppi Menotti a Suzzara quando la sua vita venne stroncata da sei colpi di pistola.

L’uccisione di Gabriele Mora, gioielliere di Suzzara

Era il 19 dicembre 1996 e Gabriele Mora stava lavorando nella sua gioielleria di via Luppi Menotti a Suzzara quando la sua vita venne stroncata da sei colpi di pistola. I sui assassini arrivarono a bordo di una Volvo station wagon con l’intento di rapinare il negozio, volendo intimidire il gioielliere pistola alla mano. Una volta entrati nel giro di pochi minuti avvenne la tragedia: Mora, accecato dall’intento di proteggere la moglie e dalla paura che potesse succederle qualcosa, alla vista della pistola dei ladri sparò verso uno di loro, il 24enne Udy Casagrande, ferendolo. La risposta di uno degli altri componenti della gang fu quella di svuotare il caricatore della propria rivoltella contro il gioielliere. Sei proiettili lo colpirono al torace senza lasciargli alcuno scampo, il gioielliere di Suzzara morì sul colpo a neanche 42 anni.

20 anni di silenzio, poi la svolta

Per oltre 20 anni la giustizia è rimasta immobile, incapace di dare una risposta a chi chiedeva giustizia per Mora. Un colpevole non è stato trovato per 20 anni. Poi nel 2017 un testimone si è fatto avanti: si trattava di un componente della famiglia di giostrai, destinato a rimanere in carcere fino al 2040, decise di collaborare con la giustizia fornendo elementi d’accusa importanti.

Gli accusati

Accusati dell’omicidio del gioielliere di Suzzara erano cinque uomini, membri della stessa banda: AdrianoDanilo, Stefano e Giancarlo Dori oltreché Gionata Floriani, tutti appartenenti alla medesima famiglia di giostrai. Tutti e cinque accusati di omicidio e finiti oggi alla sbarra.

Leggi anche:  Intossicazione etilica per una 27enne SIRENE DI NOTTE

L’assoluzione

Oggi è stata effettuata a Mantova l’udienza finale del caso Mora. La Corte d’Assise ha emesso una sentenza di assoluzione totale nei confronti di tutti e cinque gli imputati giostrai che all’epoca, 23 anni fa, risiedevano in campi nomadi del Veneto. I giudici hanno così respinto la richiesta di condanna all’ergastolo per tutti e cinque gli indagati proposta dal pubblico ministero.

Mesi fa le minacce ai giudici e al testimone

L’8 Aprile 2019 una busta gialla contenete un proiettile è stata recapitata alla Procura di Mantova e un busta in tutto e per tutto uguale recapitata invece al testimone chiave che ha incastrato la gang dei presunti autori dell’omicidio del gioielliere. Minaccia che ha particolarmente scosso la giuria popolare presente in aula e che conferisce al procedimento penale un’aura ancora più pesante: si tratta infatti di un processo per un brutale omicidio avvenuto al culmine di una tentata rapina e che oltre 20 anni dopo, ha visto minacce concrete all’indirizzo della procura di Mantova e del testimone chiave.

Processo che ora vede un’assoluzione totale degli accusati e che ora porta alla trepidante e incuriosita attesa delle motivazioni della sentenza, che secondo i tempi della giustizia potranno giungere entro massimo 90 giorni dalla pronuncia della stessa sentenza.

(Nell’immagine di copertina uno scorcio di via Luppi Menotti oggi, dove a distanza di 23 anni al posto della gioielleria di Mora c’è un bar)

LEGGI ANCHE: Minacce a pm e super testimone: proiettili in una busta

TORNA ALLA HOME