Dopo il suo nome al centro di alcune intercettazioni fra Nino Caianiello e Giusepe Zingale, la saronnese Lara Comi indagata nel filone che ha coinvolto anche il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

Indagini su Lara Comi

Trentuno mila euro ricevuti dalla sua società per finanziare la sua campagna elettorale in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Un finanziamento illecito pagato in due tranches dal presidente di Confindustria Lombardia, il bresciano Marco Bonometti, indagato da stamattina, per una consulenza sotto forma di acquisto di una tesi di laurea e destinati, secondo gli inquirenti, all’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi.

Inchiesta Lombardia prosegue

Non si ferma l’indagine che il 7 maggio ha portato a 43 misure cautelari tra Lombardia e Piemonte e che sta facendo tremare i vertici di Forza Italia. La fattura sotto la lente risalirebbe al gennaio 2019, per un versamento dalla Omr holding alla Premium Consulting per due studio sull’espansione in Europa dei mercati.

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Ipotesi finanziamento illecito

Si parla della stessa società che pochi giorni fa, quando venne data notizia di un altro possibile finanziamento da 38mila euro da parte della Afol, Comi aveva indicato come “l’unica a me collegata, che nulla ha a che spartire con le consulenze sotto inchiesta”. Le consulenze a cui si riferiva erano quelle richieste da Afol a una società a lei collegata e pagate 38mila euro, parte dei quali sarebbero dovuti andare a Caianiello e allo stesso Zingale.

 

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