Si erano dati appuntamento – con il solito “tam tam” mediatico – in una corte abbandonata in mezzo alla campagna mantovana nella zona di Soave, per partecipare ad un “rave party” non autorizzato nella notte del 10 febbraio scorso.

Accorsi al rave party in centinaia

Diverse centinaia di giovani erano così confluiti in questa isolata località sul confine tra i Comuni di Mantova e Porto Mantovano, presso la corte agricola denominata “Raffaina”, per prendere parte ad una manifestazione musicale autogestita e non autorizzata denominata “rave party”, illegale in quanto caratterizzata da un’invasione di terreni ed edifici altrui, oltre che pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica, data l’elevata concentrazione di persone in uno spazio non idoneo.

Giovani da tutta Italia (e non solo)

Una parte dei giovani, provenienti da svariate Province italiane (Modena, Parma, Como, Bologna, Milano, Genova, Trento, Brescia, Massa Carrara, Bergamo, Venezia, Udine, per citarne solo alcune) e anche dall’estero, avevano raggiunto la nostra città in treno, per poi arrivare alla corte agricola a piedi, camminando pericolosamente lungo il margine della strada, mentre altri arrivavano in quella località con mezzi propri.
Le pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri in servizio nella notte sabato 6 luglio 2019 hanno subito notato una presenza massiccia di ragazzi in cammino verso la stessa direzione, ciò che rendeva possibile scoprire l’esistenza della manifestazione musicale non autorizzata, e di organizzare immediatamente un servizio a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, grazie al quale l’evento si era poi concluso, senza incidenti, nel pomeriggio successivo.

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Denunciati un centinaio di partecipanti al rave party

In virtù dell’attività di identificazione svolta dalle Forze dell’Ordine presenti in loco, un centinaio di partecipanti al rave party venivano denunciati dai Carabinieri per il reato di invasione di terreni o edifici.
Per 51 di essi, inoltre, avendo precedenti penali e/o di Polizia a proprio carico, il Questore Sartori, – al termine dell’attività istruttoria conclusasi questi giorni – ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio, con divieto di fare ritorno nel Comune di Mantova per un periodo che varia, a seconda dei casi, da uno a tre anni.

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