Tragedia di Sabbioneta: Marco ha pagato il prezzo più alto in questa storia tragica di violenza domestica degenerata nella distruzione di una famiglia per mano del padre.

Tragedia di Sabbioneta

Non soltanto il Mantovano ma l’Italia tutta è rimasta sconvolta dal gesto folle compiuto da Gianfranco Zani, padre 53enne che ha appiccato il fuoco nella casa di Ponteterra, nel pomeriggio di ieri – 22 novembre 2018 – uccidendo il figlio Marco di 11 anni, rimasto intrappolato e intossicato dal fumo.

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Sotto gli occhi della madre

La madre Silvanka – uscita intonro alle 17 per accompagnare il figlio maggiore in oratorio – al ritorno si è trovata davanti al raccapricciante spettacolo della casa in fiamme, sapendo che due dei suoi tre figli erano all’interno. Marco, 11 anni, stava riposando al piano superiore, il piccolo di 4 anni era a piano terra. La donna ha immediatamente chiamato i soccorsi ed è riuscita a portare al sicuro il piccolo. I presenti raccontano delle sue strazianti urla mentre pregava le forze dell’ordine di lasciarla andare per portare in salvo anche il suo Marco.

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La terribile fine di Marco

Marco non è riuscito a salvarsi dal fumo: la porta della sua stanza si è bloccata, avrebbe cercato di respirare aria pulita attraverso gli scuri della finestra ma non è stato sufficiente per strapparlo all’intossicazione che gli ha fatto perdere i sensi. Quando i soccorritori sono riusciti a raggiungerlo era già in arresto cardiaco. Hanno tentato per più di un’ora di rianimarlo, consapevoli – probabilmente – del fatto che ormai non ci fosse più nulla da fare. La tragedia sotto gli occhi della madre, vittima delle violenze del marito da lungo tempo. La famiglia era appena rientrata da una località protetta in una località segreta, proprio per sfuggire alla violenza dell’uomo.

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