“Il cancro ti cambia il corpo, il mio voler poter fare la mastectomia non è una questione estetica, è un voler salvaguardare la mia salute, per cercare di guarire, per allontanare il momento della morte”. A dirlo è Maria Guadrini, 52 enne di Milano che ha deciso in autonomia di ricorrere alla mastectomia, come si legge nell’articolo di Settegiorni.it.

La storia di Maria Guadrini, 52 anni

“Il caso di Angelina Jolie fece scalpore. Una donna che decide in autonomia di “mutilarsi” viene considerata pazza.
Una donna come me, invece, sarà “mutilata” un pezzo alla volta. E non per mia volontà”. E’ arrabbiata, demoralizzata e “in quanto donna umiliata” Maria Guadrini, 52 anni, un marito, un figlio di 30 anni, che a quattro anni dal primo intervento al seno destro per un carcinoma G2 triplo negativo si ritrova con un altro cancro al seno sinistro. “L’intervento, fatto poco prima di Natale del 2018, ha portato all’asportazione di tre tumori e dieci linfonodi – ha spiegato Guadrini – Tempo canonico di attesa esiti biopsia, percorso curativo e tutto quello che deriva, alla fine mi è stato detto che sono da “mastectomia” ma per lo Stato Italiano non sono così grave per poterla fare con il servizio sanitario, per lo Stato Italiano dovrei morire”.

In Italia l’asportazione dei seni è considerata un intervento estetico

Una donna, Maria Guadrini, che non si è mai abbattuta, che ha sempre affrontato la malattia con forza, andando a lavorare, è impiegata in una grossa azienda con sede a Milano, anche quando la chemioterapia la devastava. “In Italia – racconta -, l’asportazione dei seni è considerata un intervento estetico e quindi da eseguirsi privatamente, mi costerebbe come comprare un appartamento. La mia vita quindi sarà fatta di controlli non solo al seno ma anche alle ovaie, perché il prossimo cancro potrebbe presentarsi in quella zona, e poi ai polmoni e alle ossa. Il caso di Angiolina Jolie, che tra le altre cose è una delle mie attrici preferite e soprattutto una grande donna, fece scalpore. Ma il cancro ti cambia il corpo, il mio voler poter fare la mastectomia non è una questione estetica, è un voler salvaguardare la mia salute, per cercare di guarire, per allontanare il momento della morte”.

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Il cancro ti cambia il corpo

Una donna molto arrabbiata, non certo con l’équipe dei medici e degli infermieri del centro Humanitas di Rozzano, che la stanno seguendo passo passo nella lotta contro il cancro, una donna molto arrabbiata con lo Stato e le sue leggi. “In questa Italia che non riconosco più – racconta Maria Guadrini – non si dà la possibilità a noi donne di avere dignità e diritto. Sì, diritto di scelta. Se avessi potuto – prosegue Maria – quattro anni fa avrei fatto in un solo intervento di asportazione completa di seno e ovaie. Mutilata sì. Ma viva e con dignità”.

Spero nell’intervento di una donna del nostro governo

Una mamma e una moglie che spera che le sue parole, che questo suo sfogo di rabbia non rimangano sulla carta. “La mia speranza è che qualcuno le prenda in considerazione anche se sono convinta che non sarà così. Mi piacerebbe tanto – prosegue Maria Guadrini -, che almeno una volta nella vita una donna del nostro governo fosse portavoce di questa protesta “silenziosa” di tutte le donne che la pensano come me. Il cancro – conclude Maria -, è come un diamante per sempre. Intanto… ci metto la faccia, sperando che le cose cambino, per me e per tutte le donne che sono nella mia stessa situazione e non possono permettersi di fare privatamente la mastectomia”.