Voleva vivere ad Asola presentando documenti falsi: arrestata senegalese. E’ successo mercoledì 17 luglio 2019 ad Asola.

La donna ha presentato un documento d’identità falso

Una donna senegalese di 53 anni residente in provincia di Catanzaro, si è presentata due giorni fa all’Ufficio anagrafe di Asola con tutti i documenti per chiedere ed ottenere la residenza nel comune mantovano.

Necessario per procedere alla richiesta è il documento d’identità valido e regolarmente rilasciato dall’ente competente. L’impiegato dell’ufficio anagrafe ha richiesto il documento alla donna che, prontamente, ne ha consegnato uno un po’ sospetto.

I particolari sospetti del documento d’identità

L’impiegato ha infatti subito notato alcuni particolari sospetti:

  1. nella foto la donna aveva il capo e parte della fronte coperti da un turbante: particolare non consentito nei documenti di identità dove il volto della persona deve essere completamente riconoscibile;
  2. Il documento dichiarava la cittadinanza italiana della donna;
  3. Era documento valido per l’espatrio.

Particolari sospetti che hanno portato l’impiegato a segnalare la situazione ai Carabinieri della stazione di Asola, che hanno fatto i necessari riscontri del caso. Gli Agenti hanno subito contattato il comune di provenienza della donna, scoprendo in breve tempo la verità: il documento aveva genericità false.

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L’Ufficio anagrafe del comune che ha lasciata la Carta d’Identità della donna, infatti, ha dichiarato che la donna era effettivamente residente in quel Comune e le generalità inserite nel documento erano realmente corrette e a lei attribuibili.

Le falsità nel documento d’identità

La donna però aveva mentito sulla cittadinanza: non era, come indicato, di cittadinanza italiana ma senegalese. Soprattutto però il documento d’identità regolarmente rilasciato non era valido per l’espatrio, come invece inserito in quello presentato.

Quest’ultimo fattore ha fatto scattare l’arresto per la donna, accusata per il reato di “possesso e fabbricazione di documenti falsi validi per l’espatrio”.

Ieri, 18 luglio 2019, l’arresto è stato convalidato e il legale della donna ha avanzato richiesta di eseguire un rito abbreviato tramite patteggiamento.

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