Quando piazza Martiri si chiamava piazza San Silvestro: scopriamo qualcosa in più sulla storia della città.

Capodanno 2019 a Mantova

Tutti pronti a festeggiare la notte di San Silvestro? Ricordiamoci però anche di questa statua e avviamo una nuova tradizione mantovana. Quante volte passiamo in piazza Martiri recandoci alle poste o per procedere verso il centro senza prestare la giusta attenzione alla statua del Papa Silvestro. Si tratta di una di quelle pietre parlanti che raccontano un’altra Mantova sepolta dalla Storia e dai ricordi di cose cambiate.

LEGGI ANCHE: Capodanno 2019 a Mantova: ecco chi salirà sul palco

Piccola cronistoria di una chiesa

La statua faceva parte della Chiesa di San Silvestro che fino al Settecento si trovava nell’attuale posizione dove sta il Palazzo delle Poste. La fondazione della Chiesa è probabilmente prima dell’anno Mille, riedificata poi nel 1134 e demolita nel 1789. Di tutta la Chiesa è rimasta solo la statua. Prima spostata sul vicino parapetto sul Rio che si scorreva nell’attuale corso della Libertà e poi spostato nel parapetto opposto dove si trova ora.

LEGGI ANCHE: Cosa sogna Mattia Palazzi sotto l’albero, per sè e per i mantovani

Una piazza tre nomi

La piazza si chiamava nel Settecento “di San Silvestro” e continuò anche dopo la demolizione della Chiesa con la statua che ne richiamava il nome. Nell’Ottocento, dopo l’annessione di Mantova al Regno di Italia nel 1861, le cose cambiano: c’era bisogno di italianizzare. Ecco allora che le vie celebrano i nomi di importanti scrittori e le piazze si popolano di personaggi che hanno fatto la Storia italiana. Nel 1887 viene collocata qui la statua di Garibaldi e ci rimane fino al 1926 quando viene poi spostata in piazza della Fiera ovvero nell’attuale posizione di Piazza Garibaldi. Si arriva così all’attuale nome di Piazza dei Martiri che ha visto passare prima San Silvestro e poi Garibaldi.

LEGGI ANCHE: Dicembre 2018: tutti gli appuntamenti a Mantova

Leggi anche:  Settimana europea della mobilità: nel Mantovano niente auto vicino alle scuole

Trasformazioni e demolizioni

La piazza tra Ottocento e Novecento è stata al centro di un forte programma di trasformazione. Nel 1861 la demolizione della Casa trecentesca della famiglia Cattabeni, nel 1872 quella del Macello (uno dei migliori in Italia secondo i commenti dell’epoca) e nel 1925 è stato il turno del Convento di San Domenico di cui oggi rimane solo il Campanile solitario.  La prossima volta provate ad immaginarvi come doveva essere piazza Martiri, fatelo vicino alla statua di San Silvestro. Avviamo la tradizione che l’ultimo dell’anno andiamo a salutarla.

Il curatore

A guidarci in questo tuffo nel passato è Simone Rega è laureato in Storia dell’Arte ed ha conseguito il Master di primo livello in Management della valorizzazione territoriale ed accoglienza turistica. Scrittore e guida turistica, si occupa di promuovere e valorizzare attraverso eventi dedicati e bandi le aziende del territorio. Con il blog Meraviglia a Domicilio racconta Mantova e le piccole curiosità che stanno dietro alla Storia. Ha vinto nel 2012 un concorso nazionale di poesia e nel 2013 ha pubblicato il libro Il Testamento del Clown. E’ presidente dell’Associazione di promozione Sociale RUM Ri-animazione Urbana Mantova che si occupa di welfare e rigenerazione urbana. E’ inoltre local manager di Igersmantova, la community che si occupa di raccontare il territorio di Mantova attraverso Instagram.

LEGGI ANCHE: Scopri i borghi del Mantovano: 4 perle raccontate dallo storico