I Gonzaga Digitali 5: convegno di studi a cura di Centro Internazionale di Palazzo Te.

I Gonzaga Digitali 5

Due giornate di studi, curate da Marco Carlo Belfanti (Università degli Studi di Brescia) e Daniela Sogliani (Fondazione Palazzo Te), raccolgono gli esiti di una proficua attività di ricerca condotta sui carteggi, i registri e gli inventari conservati presso l’Archivio di Stato, documenti tutti digitalizzati e ormai liberamente accessibili grazie al portale Banche Dati Gonzaga.

Isabella D’Este antenata di Chiara Ferragni

Spicca così il ruolo di Isabella d’Estecome influencer ante litteram che impone il proprio gusto in fatto di moda diffondendo a corte bambole abbigliate con i vestiti da lei creati, sostenendo fabbriche di tessuti preziosi, effettuando acquisti importanti presso i migliori artigiani d’Italia e d’Europa. Nella richiesta, nell’acquisto e nel consumo di oggetti e prodotti di lusso, la corte dei Gonzaga costituisce un caso di studio sia su scala italiana che europea. Noti sono nella corrispondenza di Isabella d’Este gli acquisti di abiti e i contatti con tutte le corti in materia di moda e costume. Anche nella corrispondenza gonzaghesca successiva, a partire dagli anni ottanta del Cinquecento, l’acquisto e il consumo di prodotti di lusso del duca Vincenzo I Gonzaga aumenta in maniera significativa. Vincenzo sembra dedicare molta cura alla ricerca di materiali tessili pregiati e alla realizzazione dei capi per occasioni speciali e nei documenti emergono notizie sulle tipologie di tessuti e la loro descrizione, sugli intermediari e i metodi di approvvigionamento, sui luoghi di rifornimento, nonché sulle occasioni di ostentazione, le tendenze e l’evolversi del gusto e della moda.

L’archetipo del moderno Buyer

Il ruolo degli intermediari per gli acquisti dei duchi mantovani è di grande importanza e ricalca le dinamiche già in atto per
l’acquisto di opere d’arte. I contributi richiesti agli studiosi hanno indagato le dinamiche di acquisto e consumo di prodotti di lusso della moda e del costume della corte Gonzaga anche in rapporto ad altre corti italiane e straniere, cercando di estrapolare e contestualizzare le informazioni relative alle seguenti parole chiave: tessuti e accessori, intermediari, artigiani (sarti, ricamatori), luoghi, occasioni. L’attività di ricerca dell’anno in corso si è concentrata anche su nuove serie di corrispondenza dei Gonzaga con le corti. In particolare il carteggio tra Mantova e le Fiandre rivela il dinamismo commerciale e politico della regione oggi conosciuta come Paesi Bassi. Le città più rappresentative sono Bruxelles e Anversa dove si trovano botteghe di artigiani e «rarità di ogni genere per dame e cavalieri». Qui i Gonzaga acquistano camicie, ventagli, collari, pizzi e merletti di seta. Anche la corrispondenza da Genova ha rivelato interessanti rapporti con i Gonzaga: dalla città dei Doria arrivano a Mantova sacchi di lana o seta, tessuti e abiti preziosi.

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Il progetto

Il progetto di ricerca “I Gonzaga digitali” della Fondazione Palazzo Te è promosso da Comune di Mantova, Dipartimento di Scienze storiche e filologiche (Università Cattolica del Sacro CuoreSede territoriale di Brescia), Archivio di Stato di Mantova; con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e il Complesso Museale di Palazzo Ducale di Mantova; con il sostegno di Fondazione Comunità mantovana onlus, Mantova Outlet Village, ABITO. Storie di Moda e Costume, Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani.

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