La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, presenterà la mostra retrospettiva dell’artista mantovano Mario Dall’Acqua (Villa Cappella –Mn-1931 / Ceresara –Mn- 2017) “Luce e Colore”, dal 5 ottobre al 17 ottobre 2019. L’inaugurazione si terrà Sabato 5 ottobre alle ore 18.00.

In mostra le opere dell’artista mantovano Mario Dall’Acqua

In mostra si potranno ammirare una ampia scelta di freschi acquerelli, alcuni dipinti ad olio e sculture in terracotta. Mario Dall’Acqua sin da bimbo ha coltivato la sua passione ed il suo amore per il disegno e la pittura, la sua formazione scolastica caparbiamente cercata e voluta, nonostante le difficoltà dell’immediato dopo guerra unite all’atteggiamento di chiusura del mondo contadino dal quale proveniva ed al quale era destinato, l’hanno portato al confronto sia con docenti di assoluto livello che con altri artisti conosciuti nel suo percorso di studi dal Liceo Artistico Cignaroli di Verona fino all’Accademia di Brera.

Maestro nell’acquerello

L’acquerello è stata da sempre la tecnica che l’ha visto protagonista, i paesaggi della pianura, alberi, corsi d’acqua, cespugli e fiori, ma anche i mercati di paese, gli scorci dell’affascinante Mantova sono stati i suoi soggetti preferiti rappresentati con velature, sottili pellicole cromatiche stese delicatamente da una mano decisa ed esperta, pennellate lievissime, acquerelli schizzati di getto a cogliere ed immortalare atmosfere irripetibili, soffi di vento, stati d’animo che rischierebbero di svanire l’attimo successivo.
Sono acquerelli luminosissimi che cronologicamente mutano nei colori con accostamenti più azzardati, rovi che si accendono delle tonalità del magenta e dell’amaranto, alberi e foglie che brillano sotto il sole passando dall’argento al porpora in una trasfigurazione del reale nella direzione dell’astrazione lasciandosi in tal modo alle spalle una figurazione più descrittiva.

Sempre alla ricerca di nuovi stimoli

La Sua versatilità, la sua ricerca di stimoli nuovi lo portano a raffigurare le persone della sua infanzia, sono contadini che appartengono al passato, ai Suoi ricordi, eroi della fatica, così volutamente rappresentate con le mani enormi, con i piedi grandi a significare una grande solidità ed un grande attaccamento alla terra d’origine.
Forte è il contrasto fra la fisicità possente delle figure rispetto alla soavità delle pennellate ed alla leggerezza dei colori, quasi significare la fuggevolezza di una vita così faticosa.
Ma l’artista poliedrico, eccentrico, curioso ed insaziabile non poteva fermarsi all’acquerello; l’esposizione propone anche alcuni oli, nature morte di foglie accartocciate con accostamenti di colori dai toni forti ma brillanti, ritratti di visi forse conosciti e reinterpretati, talvolta arcigni talvolta sereni, sentimenti raffigurati nelle espressioni del viso ed interpretati nei colori.

In mostra le opere dell'artista mantovano Mario Dall'Acqua

Appassionato anche di modellazione

La modellazione è stata un’altra passione forte imparata sin dal Liceo, la ricerca dei materiale diversi, lo studio delle tecniche ma soprattutto anche qui l’evoluzione dei soggetti in una assoluta “ricerca dell’essenzialità” come lui stesso amava sottolineare, l’alternanza dei pieni e nei vuoti nella ricerca di un dialogo con lo spazio, con l’aria, con la leggerezza; le sculture sono colorate ora con terre di differenti cromie ora con l’intervento di smalti.
In tutte le espressioni artistiche, in tutte le tecniche l’artista ha elaborato una sua propria cifra stilistica frutto di una continua ricerca ed evoluzione che testimonia la raggiunta libertà interiore.

Leggi anche:  Singin' in the Rain musical Cantando sotto la pioggia: 2 biglietti al prezzo di uno con CominCom

Biografia

Mario Dall’Acqua nasce a Villa Cappella di Ceresara nella provincia di Mantova nel 1931 da famiglia contadina; destinato alla vita contadina ed al lavoro dei campi si ribella a questa realtà manifestando fin dai primi anni la sua predisposizione al disegno ed alla pittura.
Completa le scuole medie inferiori nella zona e nonostante i contrasti con la famiglia patriarcale contadina riesce a ottenere il permesso per iscriversi al Liceo Artistico Cignaroli di Verona.

Con la solita caparbietà e determinazione e con crescente entusiasmo e con eccellente profitto affronta questa nuova sfida che lo porta a conoscere e frequentare insegnanti molto importanti quali il Professor Antonio Nardi dal quale apprende le prime e fondamentali nozioni di quella tecnica pittorica quale l’acquerello che diverrà la sua tecnica privilegiata per spontaneità, immediatezza e freschezza della pennellata. Il Professor Zampieri, insegnante di modellazione, ha lasciato nel suo animo il seme di una espressione artistica che nel tempo si è modificata nelle forme, nei materiali e nell’originalità dell’espressione delle sue sculture.
Terminato il percorso formativo a Verona, la sua eterna insoddisfazione e la sua insaziabile curiosità lo portano, a completamento del suo sogno, a Milano all’Accademia di Belle Arti di Brera.
L’accademia di Brera, frequentata da ragazzi di varie realtà territoriali, viva e produttrice di creatività lo coinvolge e rinvigorisce le sue aspirazioni; fra i Maestri di insegnamento, pittori e scultori, che stimolavano ulteriormente la sua continua ricerca di affinamento delle tecniche. Nello stesso periodo frequentò a Mantova lo studio del Professor Bonaffini, al tempo docente del Liceo Messedaglia di Verona, con il quale perfezionò la tecnica dell’acquerello approfondendo il metodo per ottenere contrasti cromatici di grande effetto ben riconoscibili nelle sue opere.
Terminato gli studi di Milano nel 1954 parte verso Roma dove avrà numerosi contatti con molti artisti e dove otterrà l’abilitazione per l’insegnamento.
Da lì una lunga carriera di insegnamento in Istituti di vario ordine e grado Scompare il 5 luglio 2017 dopo aver lavorato fino agli ultimi mesi con la solita caparbietà nonostante le difficoltà.
Artista poliedrico capace di passare dall’acquerello dall’olio ed alla modellazione di terre policrome in uno continuo ed incessante studio dei soggetti, della cromia e dei materiali. Numerose le esposizioni personali o collettive in varie città italiane.

LEGGI ANCHE: Al via il ciclo di conferenze “Gonzaga: una saga infinita tra mito e storia”

TORNA ALLA HOME