La storia antica di Manto e della fondazione della città di Mantova.

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La storia antica di Mantova, vi raccontiamo la leggenda che portò al suo nome

Per conoscere una città è necessario girare la manopola della storia e portarsi il più indietro possibile, in una dimensione dove la verità diventa osmosi totale con la leggenda. E’ il caso di moltissime città italiane che sembrano fare a gara per essere la più antica o vantare la nota storica più curiosa. Quando si parla di Mantova occorre scomodare addirittura Virgilio. Si scrive Mantova ma si legge Manto. La storia della fondazione della città è legato alle vicende di una donna. Manto, secondo il leggendario filone greco-asiatico, è la figlia dell’indovino tebano Tiresia che già fu coinvolto nella tragedia di Sofocle nell’Edipo Re. L’etimologia non mente. Dal greco mantis, colei che predige il futuro, Manto fu un’indovina proprio come il padre. Secondo la leggenda dopo la guerra degli Epigoni Tebe fu distrutta, Manto fatta prigioniera e inviata con il prezioso bottino al Santuario di Delfi. Quì diventò sacerdotessa di Apollo. Il tutto si colloca nel 1300 a.C.

Figura ambigua e complessa 

Ma la figura di Manto è complessa e talmente ambigua che si aprono diverse direzioni generando figli, nomi, santuari e altre fonti. Come spesso accade, pensando ad Omero, non esiste un unico filone narrativo, definito e definitivo: la tradizione si mescola fino ad uscire dai confini spaziali e temporali, unendo voci e ricucendo altre trame. Dalla Grecia, il peregrinare di Manto, si sposta nell’Occidente Mediterraneo e approda nella cultura etrusca. Qui perde la sua veste sacrale, si unisce al dio fluviale Tybris per generare il figlio Ocno, il fondatore della città di Mantova. Il nome al femminile è diffuso per le città di fondazione etrusca essendo una società di cultura matriarcale.

Ocno e la globalizzazione

Ci si accorge così di come il mondo globalizzato di oggi è molto simile a quello di allora, dove Ocno diventa il simbolo della fusione tra culture, tradizioni e storie. Secondo Virgilio è proprio Ocno a fondare Mantova in onore della madre. Così racconto il poeta di Andes nell’Eneide: “Lui pure dai lidi patrii muove Ocno una schiera, il figlio di Manto fatidica e del fiume Tirreno, che le mura a te diede, e della madre, Mantova, il nome, Mantova ricca d’avi”.

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Dove trovare il mito di Manto in Palazzo Ducale?

Nel Rinascimento i Gonzaga costruiscono una vera politica delle immagini per celebrare il loro nome e collocarlo in una dimensione storica. Gugliemo Gonzaga, all’interno del Castello di San Giorgio, ricrea una linea temporale mitica portando il nome Gonzaga in riferimento a quello di Manto, di Ocno e della fondazione della città. Così nella Sala di Manto Lorenzo Costa dipinge ad olio le scene principali della storia della città: l’approdo di Manto, la fondazione, la costruzione delle mura, delle porte e dei ponti. Mantova è femmina come tante altre città di origine etrusca. In vista dell’8 marzo sarebbe un esercizio storico da fare, così da scoprire di più le nostre città e dedicare, oltre alla solita mimosa, un pensiero carino e intelligente alle donne.

Il curatore

Simone Rega è laureato in Storia dell’Arte ed ha conseguito il Master di primo livello in Management della valorizzazione territoriale ed accoglienza turistica. Scrittore e guida turistica, si occupa di promuovere e valorizzare attraverso eventi dedicati e bandi le aziende del territorio. Con il blog Meraviglia a Domicilio racconta Mantova e le piccole curiosità che stanno dietro alla Storia. Ha vinto nel 2012 un concorso nazionale di poesia e nel 2013 ha pubblicato il libro Il Testamento del Clown. E’ presidente dell’Associazione di promozione Sociale RUM Ri-animazione Urbana Mantova che si occupa di welfare e rigenerazione urbana. E’ inoltre local manager di Igersmantova, la community che si occupa di raccontare il territorio di Mantova attraverso Instagram.