Mostra Nitsch Mantova: è dura polemica da Regione Lombardia per la scelta di Assman ospitare la mostra del padre dell’Azionismo viennese.

Mostra Nitsh Mantova

La mostra di Hermann Nitsch (Vienna, 1938) si farà. A Palazzo Ducale dunque, tra maggio e giugno, prenderà il via l’esposizione che avrà per protagonista l’artista austriaco, padre dell’Azionismo viennese e tra i nomi più importanti dell’arte del XX secolo. L’ufficialità è giunta negli ultimi giorni a seguito di un incontro tra l’artista e il suo entourage nel castello di Prinzendorf (dove Nitsch risiede) con il direttore del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova, Peter Assmann, e Sergio Pajola, presidente dell’Associazione Moz-Art che organizza l’evento in collaborazione con la galleria BoxArt di Verona e i curatori Giuliano Vallani e Beatrice Benedetti.

“La qualità del progetto espositivo presentato da Moz-Art ci ha convinto a ospitare la mostra” ha commentato Assmann “e soprattutto ha convinto Nitsch, già al lavoro per allestire un momento di spiritualità artistica, come ha voluto definirlo, adeguata al prestigioso contesto con il quale andrà a relazionarsi”.

Lo sdegno di Regione Lombardia

La Destra lombarda alza gli scudi e il caso della “mostra sanguinaria”, come molti la definiscono, arriva fino a Palazzo di Regione Lombardia. Dura la posizione dell’assessore regionale all’Autonomia e Cultura Stefano Galli che non esita a definire disdicevole e disgustoso l’orientamento di Assman verso questo allestimento. Galli si affretta, inoltre, a chiarire che – nel caso Assman non intendesse ravvedersi – non potrà contare per questa mostra su alcun appoggio da parte dell’assessorato alla cultura di Regione Lombardia. Per poi aggiungere:

“Una simile mostra contraddice profondamente il ruolo di Palazzo Ducale, patrimonio lombardo di grande bellezza in cui tutta Mantova si identifica.”

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Si muove anche la senatrice Rauti

Si è mossa anche la senatrice Isabella Rauti con una interrogazione al ministro del Mibact. La Rauti accenna anche al fatto che la mostra risulti doppiamente offensiva perchè ospitata proprio nella città, Mantova, che conserva il “preziosissimo sangue di Cristo”.

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