Il raduno delle motociclette storiche: un passo indietro nel tempo. Emmeci Eventi, organizzatore del raduno, ha particolarmente a cuore la storia di questi motoveicoli, nati per rispondere a una necessità dei cittadini italiani terminata la guerra. Le edizioni di motocicli e motor scooter prodotte tra gli anni 1946-1966 si troveranno a Solferino alle h. 9.00 il 19 settembre 2019 per una bella corsa tutti insieme.

L’utilizzo della motocicletta per lavorare

Al termine della seconda guerra mondiale il nostro Paese ha portato con sé profonde ferite di un conflitto devastante. La crisi economica post bellica ha richiesto necessariamente degli spostamenti per lavorare, ma la possibilità economica per acquistare mezzi di locomozione era molto ridotta.

Per questo l’avviso della produzione delle motoleggere e dei motor scooters fu accolta come un vero e proprio dono dal cielo, anche se altro non era se non il frutto dello sforzo, della tenacia e dell’invettiva di un’Italia vogliosa di ritrovare se stessa. Per decine e decine di fabbriche e piccole officine l’attività era iniziata grazie alle motociclette. Furono diverse le aziende straniere che copiarono o acquistarono licenze italiane a riguardo.

La mobilità, in quegli anni, era motivata dall’estremo bisogno di recarsi al lavoro senza dover utilizzare mezzi pubblici oppure, perle più brevi distanze, la bicicletta. Le motoleggere hanno quindi permesso a migliaia di famiglie italiane di rinascere.

Le corse: un vero spettacolo

Era opinione comune pensare che le corse avrebbero dato visibilità e lustro alle case costruttrici, quindi si rese necessario organizzare sfide motociclistiche. Le manifestazioni si svolgevano su strade pubbliche e preferibilmente nei centri abitati. Erano un vero e proprio spettacolo che attirava molto i cittadini perché, nella maggior parte dei casi, era gratuito.

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Piloti e spettatori correvano diversi rischi, anche solo ad assistere a queste gare. Basti pensare che all’epoca erano diffusissime le pavimentazioni in pavè e con suolo bagnato dalle precipitazioni era come correre sul sapone.

Le famiglie si spostavano in motocicletta

Le giornate fuori porta erano un momento di socializzazione condiviso da milioni di italiani e all’epoca era facile trovare intere famiglie a bordo di queste motorette, sia motocicli che moto e scotters. I componenti della famiglia erano spesso stipati come sardine ed aggrappati più o meno saldamente al primo appiglio disponibile.

Memorabile è l’immagine che rappresenta scooters nella quale il marito guidava, la moglie sedeva di lato sul seggiolino posteriore con il primo figlio in braccio ed un secondo ai piedi davanti al padre pilota. Essendo spesso l’unico mezzo a disposizione della famiglia i viaggi sotto la pioggia non sono mancati, neppure durante le stagioni con temperature più rigide.

Perchè l’industria motoristica è quasi morta?

L’industria motoristica produceva motociclette, motor scooters e motocarri, composta da centinaia di piccole e grande realtà con lavorazioni spesso artigianali. Cosa decretò allora il tramonto di questa tipologia di veicoli? Di certo l’arrivo sul mercato della Fiat 600 prima e della Fiat nuova 500 poi. Queste offrivano all’utenza un’alternativa che lasciava ben pochi dubbi: l’inizio degli anni 60 fu devastante per molte fabbriche ed officine. Il mondo stava cambiando velocemente ed il pubblico che prima tanto sperava di possedere una motocicletta, oggi guardava all’automobile.

Fu la fine di moltissime realtà di stampo motociclistico. Ad esse questo evento è dedicato.

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