Portici di Mantova: sicuri di sapere tutto sui portici di Mantova?

Portici di Mantova da scoprire

Che c’è di meglio di una passeggiata in centro storico? Se siete cittadini da sempre o anche solo per un giorno. Con il sole che morde e la tipica afa di pianura che sta per ritornare il consiglio è di infilarsi sotto i portici e prendere tutta la scia d’ombra disponibile. Funziona anche con la pioggia. Gli ombrelli saranno introdotti solo nel tardo Cinquecento e fino ad allora ci si proteggeva con i tetti a spioventi delle case, i cappucci, i cappelli e i portici. A Mantova il portico è struttura da vivere, ascoltare, osservare. Gli accenti e le forme sono emiliane: Ferrara, Bologna, Reggio Emilia. Cambia solo (e poi mica tantissimo) il dialetto che ci passeggio sotto. Arrivate in centro storico e scegliete un’infilata di portici. Decidete voi da dove partire: corso Umberto, via Broletto, via Verdi, piazza Concordia e piazza Erbe. Oppure le gallerie e i budelli che portano a viuzze laterali.

La moda della vasche mantovane

Negli anni Sessanta del secolo scorso era di moda fare le cosiddette vasche: stile libero di gang che si facevano i portici in tutta la loro lunghezza, andata e ritorno. Per farsi vedere, ritrovarsi, parlare. Fare filos prima di Facebook. Bisogna fare alcuni esercizi di stile per viverli fino in fondo. Camminare per qualche metro con il naso all’insù e vedere che ci sono affreschi rinascimentali e decorazioni più recenti. Insieme, vicini, fanno da cartina tornasole delle epoche passate.  Fate un po’ di struscio fra le vetrine, giusto per non sembrare troppo turisti. Ogni tanto uscite per lasciarvi coinvolgere dalla bellezza delle piazze e poi ritornate sotto.

E voi quali portici scegliete? Consigli di passeggio

I Portici più veloci sono quelli in via Verdi, la coprono solo a metà e poi spariscono senza lasciare traccia. Quelli Broletto sono un’esperienza incredibile: un’infilata continuativa da piazza Mantegna fino a Piazza Sordello, sotto le case bottega che una volta ospitavano i commercianti. Dall’altra parte ci sono i portici su piazza Erbe e piazza Concordia: sono in due parti, primo e secondo tempo. Fermatevi proprio nell’angolo con piazza Mantegna, a fianco della Chiesa di Sant’Andrea. Sotto la cosiddetta Casa del Mercante sono raffigurati in bassorilievi i prodotti che venivano venduti nel Rinascimento. Guanti, bottoni, cucchiai. Uno striscione pubblicitario del tempo.

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Il più particolare e fotogenico

Se avete con voi uno smartphone abbastanza carico il consiglio da guida turistica è di andare verso Corso Umberto. Cominciate dall’inizio e osservate le colonne. Sono centosessantadue. Tutte diverse, fusto e capitello, come una combinazione di un lego classico. Strappate dal loro contesto d’origine e portate qui tra il 1444 e il 1484 sotto il marchesato di Ludovico II Gonzaga. Erano gli anni di abbellimento e di sistemazione della città. Su ogni capitello insegne, simboli e forme diverse. Chiedono solo di essere visti e catturati.

Quelli più lunghi? Non sono in centro storico

Si trovano a Gazzuolo, in provincia di Mantova. Realizzati da Andrea Bertazzolo, padre di Gabriele, con la funzione di strada coperta. Ben trenta arcate, ventinove colonne in marmo rosso di Verona, e diverse l’una dall’altra, per un totale di 120 metri. Buona passeggiata!

Il curatore

Simone Rega è laureato in Storia dell’Arte ed ha conseguito il Master di primo livello in Management della valorizzazione territoriale ed accoglienza turistica. Scrittore e guida turistica, si occupa di promuovere e valorizzare attraverso eventi dedicati e bandi le aziende del territorio. Con il blog Meraviglia a Domicilio racconta Mantova e le piccole curiosità che stanno dietro alla Storia. Ha vinto nel 2012 un concorso nazionale di poesia e nel 2013 ha pubblicato il libro Il Testamento del Clown. E’ presidente dell’Associazione di promozione Sociale RUM Ri-animazione Urbana Mantova che si occupa di welfare e rigenerazione urbana. E’ inoltre local manager di Igersmantova, la community che si occupa di raccontare il territorio di Mantova attraverso Instagram.

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