Coldiretti Mantova: sfalci erbai in ritardo di 7-10 giorni

Coldiretti Mantova

Tutti col naso all’insù, per vedere il cambio di luna, martedì prossimo. Metodo antico, ma consolidato, per capire come potranno essere le prossime settimane dal punto di vista del meteo. Perché finora, rileva Coldiretti Mantova, il maltempo di questi giorni sta comportando nuovi ritardi agli sfalci del fieno e dell’erba medica, con la conseguenza negativa sulla qualità del primo taglio. “A oggi possiamo dire che il ritardo sulla raccolta è di circa una settimana – afferma Simone Minelli, allevatore di Motteggiana con 100 ettari coltivati a medica e una stalla con 250 bovine da latte -. Le previsioni, però, non sono buone per i prossimi giorni, con la conseguenza che si potrebbe accumulare altro ritardo, fino a 15-20 giorni rispetto al normale calendario agricolo”.

Se si calcola che nella zona del Parmigiano Reggiano si riescono a fare cinque buoni tagli, uno ogni 25 giorni circa, un ritardo di 20 giorni significherebbe di fatto perdere uno sfalcio. “In questa fase sto attingendo dalla barchessa – racconta Minelli – ma in questo mese di fatto di ritardo ha comportato un consumo di fieno per tutta la mandria di circa 63 tonnellate, che per fortuna avevo in cascina”. Acquistarlo sarebbe stato doloroso sul versante economico, tenuto conto che i prezzi di acquisto del fieno maggengo e del fieno di medica pressato hanno superato i 200 euro alla tonnellata. Per il fieno maggengo era dal 2004 che non si toccavano prezzi così elevati, mentre per il fieno di medica era dal 2014 che i listini non avevano più superato la soglia psicologica dei 200 euro alla tonnellata, rileva Coldiretti Mantova su elaborazioni dati di Teseo by Clal.

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Problema pioggia

Anche nella zona del Medio Mantovano, nell’area dei prati stabili, la pioggia ha fatto slittare l’ingresso in campo dei trattori. “Siamo indietro di una settimana – conviene Tiziano Ronconi, allevatore di Goito che coltiva 62 ettari a prato stabile e conduce una stalla con 200 animali -.  Quello che preoccupa è la perdita della qualità del prodotto, che se raccolto troppo avanti diminuisce la presenza di proteine e registra una maggiore presenza di legnina, che è più difficile da digerire dalle bovine”. Naturalmente, specifica Ronconi, “la diminuzione di proteina nella razione alimentare andrà compensata attraverso altri prodotti, con conseguente incremento della spesa, se non si vuole subire un calo nella produzione del latte”.

Conseguenze economiche

Anche per Fabio Mantovani, allevatore di Goito e vicepresidente dell’Associazione mantovana allevatori, le conseguenze di questi 7-10 giorni di ritardo sul primo sfalcio avrà ripercussioni in termini di qualità del prodotto, con maggiori oneri per i produttori. “Non vediamo all’orizzonte prospettive di entrare nei campi – ammette -. Il valore nutrizionale del loietto potrebbe arrivare a perdere fino al 50% del proprio standard, mentre la medica potrebbe subire un calo del 20-30 per cento. Questo vuol dire che gli allevatori dovranno aumentare gli integratori e le proteine nella razione, mentre un fieno con più legnina si traduce in più difficoltà nel rumine”.