Le Associazioni Datoriali reclamano indietro i circa 25 euro a dipendente che – algebricamente – hanno dato in più come adeguamento economico per il ccnl 2015-2018. Però, secondo Cisal FederEnergia, si dimenticano di conteggiare il guadagno (risparmio) occulto a parità di prestazione dovuto ai sottoinquadramenti.

“Un malcostume aziendale che, a quanto ci consta di sapere, si manifesta con percentuali non insignificanti e, naturalmente, nelle bozze del nuovo contratto o nelle interlocuzioni per il rinnovo non vogliono prevedere la redazione obbligatoria di un mansionario, peraltro impegno vago già assunto nel precedente rinnovo e utilmente mai affrontato neppure nelle principali aziende”.

Cisal FederEnergia: “Troppa fretta”

Al loro interno le aziende del settore elettrico si sono “affrontate” per garantirsi il depontenzionamento di una specifica norma contrattuale o una data deregolamentazione utile ad una ditta ma meno necessaria per un’altra società, tant’è che hanno fatto più incontri tra loro che con le organizzazioni sindacali.

“In questo contesto reclamare una chiusura entro la prima decade di ottobre significa: limitare i diritti all’istruzione per i lavoratori che vogliono studiare, per la generalità dei Lavoratori e delle Lavoratrici accettare una deregolamentazione epocale dell’articolazione del lavoro; per i turnisti bruciare conquiste presenti nel contratto da trent’anni..e si potrebbe continuare”.

Contratto Elettrici: involuzione?

“Siamo stati criticati da qualche sindacato per aver diffuso i testi contrattuali, respingiamo tale “richiesta” di segretezza al mittente. Secondo noi, i nostri Associati ed i simpatizzanti dovevano sapere ed essere consapevoli dell’involuzione che si sta profilando; sembra però che questa modalità stia stretta a questi Sindacati, non sia in linea coi tempi e che sia più consono che i Lavoratori prendano quello che qualcuno decide senza la minima possibilità di essere consultato, se non a giochi fatti”.

Secondo Cisal FederEnergia occorre riflettere ancora e confrontarsi: 100€ lorde, “diluite” nei prossimi due anni, non valgono – secondo il sindacato – l’ulteriore perdita di serenità e la consegna di norme fondamentali alle controparti.

“Riteniamo, non in ultimo – perché anche questo grava sui costi contrattuali e sulla cancellazione di alcune tutele – che occorra rivedere anche il monte ore di permessi sindacali che hanno certi sindacati; magari una cura dimagrante per portare questo monte di decine di migliaia ore retribuite al livello di quello che abbiamo Noi e con cui non stentiamo a fare sindacato, potrebbe evitare la cancellazione di diritti e un maggior aumento contrattuale”.