Si celebra oggi al Santuario della Beata Vergine delle Grazie la 68ª Giornata nazionale del Ringraziamento, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e per chiedere la benedizione sulla nuova annata.

Giornata nazionale del Ringraziamento

L’11 novembre, giorno di San Martino, chiude infatti tradizionalmente il bilancio di un anno di lavoro nelle campagne con il 2018. Nel messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, i vescovi, indicando la necessità di “un’agricoltura contro la diseguaglianza”, denunciano “il modello di industrializzazione imposto dal pensiero neoliberista e mercantilista, evidente nel sistema economico-finanziario globale attuale”. Sotto accusa anche i “processi di omologazione globale dei mercati agroalimentari che hanno mortificato quel contributo delle diversità culturali”.

Il programma. L’appuntamento è al Santuario della Beata Vergine delle Grazie, a partire dalle 10:15. “Sarà un’occasione – dichiara Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova – per pregare e ringraziare dei doni che abbiamo ricevuto e per un’annata agraria che è stata soddisfacente”.

Alle 11 il vescovo di Mantova, mons. Marco Busca, celebrerà la santa messa di Ringraziamento con le offerte all’altare dei frutti della terra. Sarà con lui il consigliere spirituale di Coldiretti Mantova, don Giuliano Spagna. Successivamente, alle 11:45, ci sarà la benedizione dei lavoratori agricoli e dei loro strumenti di lavoro.

Alle ore 12 l’intervento del prefetto di Mantova Sandro Lombardi e delle autorità e, a seguire, l’agribuffet con i prodotti alimentari della terra mantovana. Per tutta la mattinata sarà presente in piazza il mercato di Campagna Amica Mantova.

Il bilancio dell’annata agraria 2017-2018. “Il 2018 dal punto di vista della redditività è stato uno degli anni più soddisfacenti – afferma Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova, il primo sindacato agricolo del territorio, con circa 5.500 associati e oltre 11.000 pensionati -. L’annata va sicuramente archiviata fra quelle nel complesso positive, seppure con alcune criticità, ma non è molto frequente contare su uno scenario sereno per tutta la zootecnia, dal lattiero caseario alla suinicoltura, alla carne bovina”.

Lattiero caseario. Nei giorni scorsi Coldiretti Lombardia ha trovato un accordo con Italatte del Gruppo Lactalis, relativo agli ultimi tre mesi del 2018 per il prezzo del latte crudo nazionale. La cifra che sarà riconosciuta dall’industria sarà di 37,50 euro per 100 litri nel mese di ottobre, 38 euro a novembre e 38,50 euro a dicembre. È un’intesa che riguarda in verità una piccola parte del latte prodotto in provincia di Mantova, dove la cooperazione costituisce l’ossatura portante della filiera lattiero casearia.

“Il prezzo del Grana Padano – dichiara Carra – ha ripreso quota dopo i punti più bassi toccati in primavera e il rispetto del piano produttivo varato dal Consorzio di tutela costituisce un buon viatico per i prossimi mesi, purché continui il percorso di espansione delle vendite a livello internazionale”.

È un anno da incorniciare per il Parmigiano Reggiano, che “tra incremento delle esportazioni e listini in costante crescita dalla metà del 2016 si sta rivelando il re dei formaggi anche per la retribuzione agli allevatori”, prosegue Carra.

Sul versante dei consumi è in atto una crescita dei prodotti biologici e delle tipologie cosiddette “con” e “senza”, con una richiesta in aumento dei delattosati.

Suini. Annata senza i picchi entusiasmanti del 2017, ma comunque in grado di garantire una buona remuneratività agli allevatori, chiamati ad osservare tutte le procedure sulla biosicurezza, alla luce della diffusione della peste suina nel Nord Europa. “Sul versante delle Dop – aggiunge il presidente – Coldiretti sta proseguendo con il progetto del Suino italico, mirato a valorizzare i tagli di carne fresca degli animali allevati per il Prosciutto di San Daniele. Con il 2019 dovrebbero essere commercializzati i primi prodotti certificati”.

Dallo scorso maggio è stato adottato un nuovo regolamento della Commissione unica nazionale con sede a Mantova, che, dopo alcune reticenze da parte dei macellatori, ha concretamente migliorato il funzionamento del sistema di rilevazione e quotazione dei prezzi. “La Cun è un valido strumento verso una rilevazione equilibrata dei prezzi”, commenta Carra.

Prosegue l’impegno di Coldiretti Mantova nell’ottica del benessere animale, con l’avvio imminente di una sperimentazione con la collaborazione dell’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna per la prevenzione della caudectomia negli animali allevati per la riproduzione o l’ingrasso.

Bovini da carne. Il 2018 ha registrato una ripresa dei consumi di carne bovina. Una dinamica per alcuni aspetti inaspettata, alla luce delle fake news del passato sulla cancerogenicità della carne rossa e delle campagne condotte dai vegani in maniera talvolta aggressiva contro il consumo di carne.

Anche i prezzi delle razze più allevate in Italia stanno consentendo agli allevatori di guadagnare. “Coldiretti Mantova – ricorda Carra – spinge per la filiera Italia-Italia e per la linea vacca-vitello, impiegando le vacche da carne a fine carriera, per ridurre le importazioni dalla Francia e sostenere la biodiversità nazionale”.

Frumento. Stagione positiva sul piano delle rese in campo e della qualità, nonostante le piogge di maggio, che hanno in parte ritardato la maturazione. Sono in crescita i contratti di filiera, che permettono all’industria di pianificare le campagne di approvvigionamento e agli agricoltori di ottenere una remunerazione superiore.

“Quando parliamo di cereali e riso – chiarisce Carra – la più grande soddisfazione è legata alla storica battaglia di Coldiretti, legata all’etichettatura, che ha portato all’entrata in vigore del decreto che obbliga a indicare l’origine della materia prima lo scorso febbraio. Dallo scorso agosto, poi, è diventato obbligatorio indicare l’origine dei derivarti del pomodoro come ad esempio conserve e salse, altro grande risultato a tutela del Made in Italy”.

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Mais. L’andamento dei prezzi, da alcuni anni al di sotto delle aspettative dei cerealicoltori, ha compresso le superfici in provincia di Mantova, diminuite in pochi anni di oltre il 20%, aspetto che costringe la zootecnia a importare quantitativi dall’esterno.

Riso. È stata una buona annata sia in chiave di qualità che di rese in campo, superiori di oltre il 15% rispetto al 2017. “Auspichiamo che l’Unione europea affianchi a una politica di attenzione verso i paesi Eba, con l’applicazione del dazio zero – commenta Paolo Carra – anche strategie di sostegno alla risicoltura europea, rappresentata per oltre il 70% dall’Italia, con circa 230mila ettari”.

Uva. Annata di soddisfazione per le imprese agricole, sostenute da un andamento stagionale favorevole per tutto il periodo della raccolta e per le settimane precedenti. In termini di quantità si parla del 20% in più sull’anno precedente, con picchi qualitativi non inferiori. “I riconoscimenti ottenuti anche pochi giorni fa dalle cantine legate a Coldiretti Mantova su guide prestigiose, come Bertagna, Cattani, Ricchi, Virgili, La Prendina, Tenuta Maddalena, Cantina Sociale di Quistello e altre sono motivo di orgoglio di un sistema vitivinicolo che è in continua crescita e che deve guardare sempre di più all’internazionalizzazione”.

Melone. La coltivazione di melone negli ultimi 10 anni è cresciuta del 44%, trascinata sia dal marchio del melone mantovano Igp che dalla conquista di nuovi mercati, figli di una specializzazione che ha consentito di allungare la shelf life che di ampliare l’offerta di prodotto sui mercati. Il 2018 ha dato qualche soddisfazione dal punto di vista economico, ma il meteo ha purtroppo portato a una concentrazione dell’offerta, comprimendo così i guadagni delle aziende agricole produttrici.

Meno soddisfazioni. Annata più complessa, invece, per soia, barbabietole, ortofrutta e pomodoro, vittime dei cambiamenti climatici, del maltempo e, per soia e frutta, della cimice asiatica, per contrastare la quale Coldiretti chiede al ministero di poter valutare l’introduzione di insetti antagonisti. La preoccupazione maggiore riguarda il futuro della barbabietola da zucchero. La coltura, denuncia Coldiretti Mantova, corre il rischio di scomparire, vittima di una concentrazione delle produzioni nel Centro Nord Europa, dove i colossi industriali la fanno da padrone. “Forse nemmeno gli aumenti degli aiuti accoppiati previsti per il 2019 saranno sufficienti a invertire la rotta – teme il presidente Carra -. È quanto mai necessario adottare anche nel settore bieticolo saccarifero una politica di trasparenza sull’origine, l’unica in grado di tutelare fino in fondo il Made in Italy”.

Export. Paolo Carra si sofferma anche sull’export e gli accordi internazionali. “Le esportazioni dell’agroalimentare italiano sono cresciute notevolmente negli ultimi 10 anni, con un ulteriori incremento del 3,4% nei primi otto mesi del 2018 – osserva -. La strada da percorrere è questa e sono sicuro che sarà più facile per le grandi produzioni Dop e Igp del mantovano incrementare le performance sui mercati internazionali, purché vi sia impegno anche a fare rete”.

Il mercato del Lungorio. Carra sintetizza le vicende di cronaca, evitando ogni polemica strumentale. “C’è un ricorso al Tar di Brescia ed è doveroso rispettare l’iter giudiziario, senza fare commenti – taglia corto -. C’è stato un bando del Comune di Mantova che non è stato contestato nella sua essenza e Campagna Amica Mantova ha partecipato, ottenendo l’assegnazione del mercato degli agricoltori sul Lungorio e a Cittadella. A nostro giudizio sono stati sollevati polveroni in maniera pretestuosa, perché anche con la gestione di Campagna Amica il mercato rimarrà accessibile a tutte le imprese agricole che ne faranno richiesta”.

Il futuro. Per il numero uno di Coldiretti Mantova, riconfermato lo scorso luglio dall’assemblea dei delegati provinciali in un consiglio che ha riconosciuto ampio spazio ai giovani imprenditori, le sfide saranno impegnative e articolate. “Dovremo sempre di più produrre in maniera sostenibile, rispettando il suolo e le risorse idriche e convertendo le imprese agricole verso modelli di economia circolare, come ci ha ricordato alla Millenaria di Gonzaga il prof. Fabio Fava, uno dei massimi esperti a livello europeo – spiega Carra -. Allo stesso tempo, dovremo orientare le nostre produzioni secondo le esigenze dei consumatori, che per Coldiretti sono preziosi alleati in una dialogo costruttivo. Questo ci suggerisce di continuare con fiducia sulla strada della biodiversità, dell’etichettatura, del benessere animale, dell’internazionalizzazione, salvaguardando le peculiarità del Made in Italy contro l’omologazione che tende a rendere il cibo una commodity”.

Coldiretti Mantova rafforzerà ulteriormente il pacchetto di corsi di formazione, che già vede il sindacato agricolo al vertice per numero di lezioni e di soggetti formati. Recentemente Coldiretti Mantova ha dato il via a un tour sul territorio per spiegare ai propri associati il nuovo sistema di fatturazione elettronica, che entrerà in vigore da gennaio 2019.

Il Ringraziamento. “È, innanzitutto, una festa – anticipa Carra -. Un momento di riflessione e di preghiera, per ringraziare Dio di quanto ci ha dato. Molto spesso diamo per scontato il cibo, la natura, l’ambiente, la terra e l’acqua, commettendo un grave errore. I cambiamenti climatici dimostrano che non siamo noi i padroni del Creato. Dobbiamo tenerlo sempre presente e impegnarci per innovare, produrre, progredire nel rispetto dei valori cristiani, della cultura contadina e mirando a coltivare in maniera sostenibile per l’ambiente, la società e l’economia”.

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