Latte e Coldiretti Mantova ritiene ingiustificato l’atteggiamento delle aziende di trasformazione che hanno proposto un abbassamento del prezzo di pagamento del latte conferito dai produttori lombardi.

Latte e Coldiretti Mantova

La richiesta unilaterale di una parte dell’industria lattiero casearia di ribassare il prezzo del latte alla stalla pagato ai conferenti stride con l’andamento del mercato italiano. È quanto rileva Coldiretti Mantova, sulla base dei listini di ieri in Borsa Merci a Mantova per il Grana Padano e per il Parmigiano Reggiano e delle quotazioni del latte sulle piazze di Verona e Lodi di inizio settimana.

La produzione di latte nel Mantovano

La provincia di Mantova conta 737 allevamenti, con una produzione che lo scorso anno ha superato le 971mila tonnellate di latte prodotte, in crescita del 4,14% rispetto al 2016. Anche nel mese di gennaio – rileva Coldiretti Mantova su dati Clal.it – le consegne di latte sono aumentate del 4,59%, raggiungendo quota 86.810 tonnellate.
La crescita produttiva del settore – prosegue Coldiretti Mantova – non può essere mortificata da un’azione unilaterale dell’industria, facendo magari leva sulla “pratica fuori legge, ma ancora in uso di stipulare intese verbali e di durata inferiore ai 12 mesi, per la quale si chiede l’intervento degli organismi di controllo del ministero delle Politiche agricole insieme all’attivazione di tutte le contromisure legali disponibili in caso di necessità”, raccomanda il presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini.

Obbligo di contratti scritti

La legge 91 del luglio 2015 – ricorda Coldiretti Mantova – prevede infatti l’obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi. E proprio ai sensi della normativa vigente, alla Coldiretti continuano ad affluire le deleghe firmate dai singoli allevatori che incaricano l’organizzazione a rappresentarli sia di fronte alle industrie in sede di trattative per il prezzo sia di fronte ai magistrati nel caso scoppiasse una vera e propria guerra giudiziaria con le aziende di trasformazione.

In su le quotazioni del Grana Padano

L’incremento del prezzo del latte in cisterna, sulle piazze di Lodi e di Verona, positivo, anche se ancora al di sotto delle attese degli allevatori, ha trascinato anche il Grana Padano, nelle mercuriali di ieri in Borsa Merci a Mantova. La quotazione del Grana Padano “stagionato 10 mesi” ieri mattina ha toccato i 6,10-6,20 €/kg, con un incremento dello 0,82% rispetto alla quotazione della settimana precedente. A trascinare le quotazioni, l’incremento della domanda e dei consumi e la riduzione delle scorte di Grana Padano Dop, rileva Coldiretti Mantova.

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Medie mensili in aumento

La ripresa è stata evidenziata anche dalle quotazioni medie mensili, che nel mese di marzo si sono attestate a 6,10 euro al chilogrammo. Prezzi medi più bassi si erano verificati addirittura più di otto anni fa, quando a novembre 2009 il Grana Padano “stagionato 10 mesi” aveva registrato una media di 6,05 € per chilogrammo, quotazione media mensile in risalita dopo una fase depressiva iniziata a settembre 2008. Bene anche il prezzo del Grana Padano con stagionatura di 14-16 mesi, che ieri a Mantova ha segnato un prezzo compreso tra 6,80 e 6,95 euro al chilogrammo. Con una media di 6,85 €/kg nel mese di aprile, anche in questo caso il mercato ha messo a segno una crescita dello 0,37% rispetto ai listini medi del mese di marzo. Osservando i dati storici, medie mensili più basse di quelle attuali hanno accompagnato il mercato dal mese di marzo 2008 fino al mese di maggio del 2010.

Parmigiano Reggiano stabile

Il prezzo del Parmigiano Reggiano con stagionatura 12 mesi è, invece, stabile da alcune settimane e si mantiene ai livelli più alti dal mese di marzo 2012. Motivi per i quali Coldiretti Mantova ritiene ingiustificato l’atteggiamento delle aziende di trasformazione che hanno proposto un abbassamento del prezzo di pagamento del latte conferito dai produttori lombardi.