Evacuate 400 persone e allestito in mezz’ora un campo di prima accoglienza. Ma la cittadinanza è stata poco attiva.

La simulazione della maxi emergenza

Nell’ambito dell’attività di maxi emergenza dei giorni scorsi il 118 ha operato venerdì mentre la protezione civile ha svolto un ruolo attivo stato soprattutto il sabato.

La simulazione prevedeva una scossa di terremoto con la connessa evacuazione da una scuola: dopo la telefonata del sindaco una  squadra della protezione civile ha effettuato un sopralluogo con circa 30 volontari della sezione di Oglio Po e Viadana. E’ stata gestita l’evacuazione di circa 350 studenti più il personale docente raggiungendo complessivamente circa 400 perone fatte evacuare dalla scuola Ettore Sanfelice e trasportate fino a Piazzale della Libertà dove, in tempo record (circa mezz’ora) è stato allestito un campo di prima accoglienza, con registrazione delle persone evacuate e due tende. Una delle tende era occupata dal 118, dove venivano condotte le ipotetiche vittime della maxi emergenza.

Alle 11.30, in seguito alla dichiarazione di agibilità della struttura, tutti gli evacuati sono stati tutti riportati in classe.

Essendo una situazione finta la Protezione Civile ha colto l’opportunità delle due ore a disposizione per spiegare un po’ i valori della protezione civile e per far toccare con mano la strumentazione, come il carrello di prima emergenza, vivendo per poco in una tenda e cercando di spiegare come funziona il campo, divulgando i valori del volontariato in senso lato.

La reazione dei cittadini

Secondo quanto ci ha raccontato Ettore Bergamaschi, presidente della Protezione Civile Oglio Po – Viadana, la reazione dei cittadini è stata un po’ deludente, poco coinvolta:

“Qualcuno di incuriosito c’era, ma sinceramente mi aspettavo che più gente fosse interessata ad una maxi simulazione, che ha visto il movimento di tante ambulanze, istituzioni, sindaco, ufficio tecnico del Comune di Viadana, Vigili e Carabinieri. Ma la popolazione ha risposto in maniera piuttosto passiva. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo tutti insieme trasmettere dei messaggi importanti al territorio. Nel caso succedesse qualcosa la gente deve essere preparata: non è che ci divertiamo ad andare in giro vestiti di fosforescente. Le persone non possono solo pensare che se succede qualcosa tanto ci siamo noi ma devono sapere come agire. Avere più gente a guardare come si agisce e cosa si fa in una maxi emergenza sarebbe stata una grande opportunità che non è stata colta a pieno.E’ un peccato perché c’è stata tanta organizzazione per organizzare questo evento che,comunque, è servita in primis a noi per allenarci e sperimentare con mano come agire in caso di emergenza.

Maxi simulazione a Viadana, un successo: "Peccato per la partecipazione.."
Il Presidente della Protezione Civile Oglio Po – Viadana Ettore Bergamaschi

Dobbiamo lavorare sui giovani

“Questa simulazione ci è servita anche per trovare un punto debole su cui lavorare e su cui punteremo, dobbiamo trovare il modo in cui trasferire alla popolazione la consapevolezza che queste sono cose importanti, non solo per una cultura della protezione civile ma del volontariato in generale.

Docenti e ragazzi sono stati alle nostre regole, non ci sono stati casi di menefreghismo o ribellione, però anche in questo caso – essendo ragazzi delle superiori- abbiamo percepito un po’ di freddezza. Anche questo ci fa capire che se vogliamo che ci siano futuri adulti coinvolti bisogna entrare nelle scuole primarie, così da educare fin da subito i bambini alla cultura del volontariato. In passato abbiamo fatto simulazioni e interventi nelle scuole elementari e i bambini sono sempre stati più interessati, attivi e partecipativi: molto più coinvolti ed entusiasti.

La società attuale favorisce relazioni virtuali, non concrete e reali, ma volontariato si fa sporcandosi le mani non stando su internet: per questo il volontariato è in crisi. Conviene lavorare sui bambini, per fa si che tra 10 anni siano pronti a fare una scelta di altruismo.”

Il comitato di Viadana e Oglio Po

“A livello territoriale la nostra situazione è particolare, Viadana è un comune con una situazione logistica singolare. Collaboriamo anche con Dosolo e le frazioni nord del comune come Cizzolo, Cavallara ecc. però siamo un po’ sparsi sul territorio. Siamo circa una sessantina di iscritti, di cui una quarantina operativi e circa 20 che ormai sono “volontari onorari”: la protezione civile di Viadana è recente, nata in seguito alla piena del Po del 2000.”

La Protezione civile che opera silenziosamente

“Come servizio di volontariato noi abbiamo la sfortuna di non essere mai visti, mai percepiti dalla cittadinanza. Il 118 ha la “fortuna” di essere operativo e lavorare sempre, tutti i giorni a tutte le ore: di ambulanze se ne vediamo sempre in giro. La divisa gialla della Protezione Civile invece la vedi solo nel momento del vero bisogno, ma lì è troppo tardi. Ormai per agire è necessario essere abilitato, fare dei patentini e prepararsi per le emergenze future: se non si è in possesso dei requisiti richiesti non si può fare il volontariato e intervenire per soccorrere. Ma questo è difficile da spiegare quando non si conosce la situazione. Ma Viadana è un territorio a rischio chimico, a rischio terremoto e a rischio idrogeologico, senza contare tutti i rischi non prevedibili, e 40 persone operativi su 39 km di argine sono decisamente troppo poche.

Il nostro obiettivo adesso è fare sì che i giovani in futuro abbiano lo stimolo a donare un po’ di tempo per gli altri, a prescindere dal tipo di volontariato effettuato.

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Giordana Liliana Monti

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