Controllare la pressione delle gomme fa bene al portafogli e anche all’ambiente. Di che si tratta? Stiamo parlando di uno studio di Federpneus, l’associazione nazionale dei rivenditori specialisti di pneumatici, i cui dati principali evidenziano che il controllo può far risparmiare mediamente circa 80 euro all’anno per ciascun automobilista. E non solo, perché può far diminuire le emissioni di CO2 di 120 chilogrammi. Questi numeri sono calcolati considerando una percorrenza media annuale di circa 15mila chilometri. Con un consumo medio di un litro per 12 km, per un consumo annuo di 1.250 litri di benzina.

Controllare la pressione delle gomme

Che cosa ne deduciamo quindi? Che in concomitanza del cambio degli pneumatici estivi con quelli invernali è bene effettuare anche un controllo della pressione. Ne otterremo vantaggi inerenti alla sicurezza, elemento primario, ma anche economici e a livello di emissioni inquinanti.
Secondo un documento ufficiale della Commissione Europea, una pressione troppo bassa dei pneumatici provoca una maggiore resistenza al rotolamento che si traduce in un maggior consumo di carburante che può arrivare fino al 4%. In un anno, quindi, il maggior consumo di carburante per l’automobilista che circola con pneumatici sgonfi può arrivare a 50 litri. Ossia agli 80 euro citati in precedenza.

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L’incisività sull’ambiente

Un maggior utilizzo di carburante incide sull’ambiente: ogni litro di benzina consumato porta ad un’emissione di 2,4 kg di CO2, ossia ritornando al periodo annuale, ai 120 kg di cui si è detto poco sopra. E non solo: circolare con gomme insufficientemente gonfiate può determinare riduzioni della loro durata fino al 45%: tradotto, parliamo di un altro effetto economico per l’automobilista, derivante dalla necessità di sostituire gli pneumatici con maggiore frequenza.