sabato scorso l’inaugurazione con polemiche e manifestazioni di protesta. Come influiranno sulla città? A spiegarcelo il responsabile provinciale Ronni Bottazzi.

Casapound a Mantova

L’inaugurazione della vostra sede in città ha scatenato reazione contrastanti. L’accusa che maggiormente viene rivolta a Casapound è legata ai richiami fascisti alla radice del movimento (sia a livello iconografico che ideologico). Come stanno davvero le cose?

“Come già espresso più volte, CasaPound si ispira a tutto ciò che è a tutela della sovranità e dell’indipendenza economica di questa nazione. Per questo siamo eredi di quella parte di fascismo che ha reso grande l’Italia in materia di provvedimenti sociali, economici, previdenziali. Siamo privi di qualsiasi riconduzione a questioni razziali o simili e il gioco delle opposte fazioni “rossi e neri” è da gettare nel cestino. Ad oggi esistono solo italiani a difesa dell’Italia e altri che invece sono anti italiani, coi loro slogan vecchi e rancorosi che nulla hanno a che fare con i problemi di oggi. L’abbiamo visto ancora una volta nelle due manifestazioni di sabato e domenica: la nostra inaugurazione sabato è stata tranquilla, pacifica, priva di inneggiamenti a odio e affini, il corteo degli antagonisti di ieri, come notato dalla stampa cittadina, invece è stato pieno di cori come “uccidere un fascista non è reato” e altre filastrocche che ormai più che scandalizzare fanno pena”

Ci ha spiegato Bottazzi, che ha proseguito elencando gli eventi e le attività già in programma per far sentire l’apporto di Casapound alla città:

“La nostra sede sarà un punto di riferimento per coloro che amano Mantova e l’Italia e la vogliono cambiare in meglio. Sono previste attività culturali e sociali già dalla prossima settimana quando presenteremo una conferenza dal titolo “dante e virgilio, mantova nella divina commedia” . Procederemo poi con altri progetti come la palestra sociale e una collaborazione con GRIMES, il gruppo di intervento medicina sociale.”

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Cambiamenti in città: i 3 punti

“Punto 1. La viabilità, che penalizza le attività commerciali di tutto il territorio comunale e che rende la nostra città priva di attrattiva rispetto a grandi centri commerciali o altre città come Verona.

Punto 2. L’ambiente, con un inceneritore che viene potenziato mentre i dati che ci vogliono mostrare Mantova come città “green” non spiegano la nostra anomala incidenza di tumori

Punto 3. La sicurezza, che attualmente vede tanti interventi di propaganda da parte del comune ma ha ancora problemi come spaccio e degrado nei soliti, ormai conosciutissimi punti.”

Questi i punti focali sui quali Casapound apporterebbe delle modifiche a Mantova. Segue l’annuncio ufficiale: la volontà di far correre un professionista afferente al loro partito per il ruolo di primo cittadino della città:

“Si tratta di una decisione sicura, stiamo già selezionando i migliori professionisti in modo da offrire una squadra in grado di cambiare in meglio Mantova.”

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Le posizioni di Anpi

“Mantova è una città piccola e relativamente tranquilla con problemi di inquinamento e disoccupazione: la presenza di una sede neofascista è stata percepita come un nuovo problema che si aggiunge agli altri. Casapound infatti non è un movimento “nuovo”, da anni riempie le cronache giudiziarie con casi di spaccio, rapporti con la criminalità organizzata fino ad un caso di tentato omicidio; se a tutto questo aggiungiamo che la storia di Mantova purtroppo ricca di donne e uomini che hanno subito la violenza dello squadrismo, della dittatura e dell’occupazione nazista è chiaro come ci sia stata una sollevazione generale per rispondere a questa presenza sgradita.”

Ci ha spiegato l’Anpi di Mantova, Sezione Felice Tolazzi, motivando le manifestazioni dei giorni scorsi e quella in previsione per il 24 novembre che raggruppa CGIL, ARCI, ANPI e altre associazioni.
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