“Coop Olinda: finito soldi, finito amore”. Questo il testo dello striscione affisso nella notte dai militanti di Casapound Italia davanti la sede della cooperativa Olinda, di Medole.

Casapound affigge un cartellone contro la Cooperativa Olinda

“Di recente – dichiara Ronni Bottazzi, responsabile provinciale di Casapound Italia Mantova – i dipendenti della cooperativa Olinda, attiva sul territorio mantovano nel settore della cosiddetta “accoglienza“, hanno proclamato lo stato di emergenza per il mancato pagamento degli stipendi e l’annuncio di tagli al personale. È bastato un calo del numero di arrivi dei migranti e la riduzione dei fondi da parte del Governo per interrompere l’idillio della finta solidarietà, e far crollare il sistema di questo gigante dell’accoglienza che l’anno scorso fatturava circa 6 milioni di euro. Per l’ennesima volta i dubbi sulla natura di queste cooperative vengono tristemente confermati mostrandone il vero obiettivo, cioè quello di lucrare sul denaro pubblico, sfruttando chi lavora e chi viene accolto”.

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“Come Casapound – conclude Bottazzi – crediamo che sia l’ora di dire basta al business dell’accoglienza e chiediamo che questi fondi vengano destinati alle fasce più deboli della popolazione italiana”.

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La riposta della cooperativa Olinda

La cooperativa Olinda, contattata dalla nostra redazione nella mattinata odierna, ha rilasciato questa dichiarazione in merito:

“L’accoglienza di richiedenti protezione internazionale è sicuramente un argomento che si presta a strumentazioni superficiali che portano alla diffusione di informazioni scorrette. Esempio ne è la necessità di dover affiggere uno striscione in modo furtivo, quasi a sottolineare l’insussistenza di argomentazioni meritevoli di essere dichiarate apertamente. È sotto gli occhi di tutti che il fenomeno dell’accoglienza si sia trasformato nel corso del tempo e risulta riduttivo e troppo semplicistico fare dichiarazioni d’effetto. La cooperativa Olinda svolge dal 1999 un lavoro sociale, offrendo servizi alla persona, in collaborazione con gli Enti Pubblici e anche per questo si trova a doversi fronteggiare con i ritardi nei pagamenti da parte di quest’ultimi o con la mancanza di liquidità.”

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