Casapound risponde al corteo tenutosi ieri nella città di Mantova.

Casapound a Mantova

“Hanno sfilato a Mantova sindacati, Anpi e sinistra estrema ed istituzionale per chiedere la chiusura della sede Il Volante e negare ogni agibilità politica a CasaPound Italia. ‬‪Il blocco antifascista scende in piazza per negare la libertà di espressione e di pensiero ad un Movimento che ha partecipato a diverse competizioni elettorali, concorrendo a determinare la politica locale e nazionale nel rispetto del sistema democratico. Contro di noi, ancora una volta, verrà agitata come uno spauracchio la Costituzione che evidentemente i nostri detrattori non hanno mai letto. Nella carta costituzionale, infatti, non solo non compare mai la parola antifascismo ma al secondo comma della XXII disposizione transitoria c’è scritto che dopo 5 anni dall’entrata in vigore della Costituzione i gerarchi fascisti avrebbero potuto candidarsi alle elezioni.‬”

Ha ribattuto la De Rosa.

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“Chi ama l’italia”

“Mentre sui giornali ci dipingevano come violenti ed intolleranti, la nostra sede veniva imbrattata e in piazza, con la complicità delle Istituzioni, rivolgendosi a noi, si urlava “uccidere un fascista non è reato”. Al di là dell’auspicare che questa campagna di odio possa presto esaurirsi, la riflessione che vogliamo condividere con lettori e ascoltatori è un’altra: la dicotomia fascismo e antifascismo è quanto meno obsoleta e non ci appassiona. Oggi la distinzione è tra chi ama l’Italia e chi la odia. Tra chi vuole garantire agli italiani il diritto alla proprietà della casa, al lavoro, allo studio e ad una vita dignitosa e chi svende il nostro patrimonio industriale e vuole sostituire gli italiani con gli immigrati per farne, ancora, manodopera a basso costo. Tra chi si sacrifica per la Patria e chi chiede sacrifici agli italiani per ingrassare le proprie tasche. Tra chi è disposto a tutto per difendere la propria Nazione e chi, invece, la tradisce. Proprio per questo non possiamo che biasimare chi usa l’antifascismo per distogliere l’attenzione dalle cose importanti.
Come ho avuto modo di dire lo scorso 10 novembre all’inaugurazione de Il Volante, forti delle nostre idee non rinunciamo e mai rinunceremo al sacrosanto diritto di esistere e all’impegno politico. A tutti quelli che sperano di trovare conforto nella Costituzione per eliminare il dissenso e in particolare al Sindaco Mattia Palazzi, rivolgiamo un invito: un confronto sulla Carta Costituzionale con riguardo anche alla sovranità nazionale e a tutti gli aspetti socioeconomici che ancora sono, purtroppo, lettera morta.”

La risposta di Anpi

“Mantova è una città piccola e relativamente tranquilla con problemi di inquinamento e disoccupazione: la presenza di una sede neofascista è stata percepita come un nuovo problema che si aggiunge agli altri. Casapound infatti non è un movimento “nuovo”, da anni riempie le cronache giudiziarie con casi di spaccio, rapporti con la criminalità organizzata fino ad un caso di tentato omicidio; se a tutto questo aggiungiamo che la storia di Mantova purtroppo ricca di donne e uomini che hanno subito la violenza dello squadrismo, della dittatura e dell’occupazione nazista è chiaro come ci sia stata una sollevazione generale per rispondere a questa presenza sgradita.”

Così Anpi ha motivato, invece, la necessità di scendere in piazza.

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