De Marchi querelato per le frittelle gratis solo ai bimbi italiani parla di strumentalizzazione, arriva la controreplica.

De Marchi querelato

Abbiamo dato notizia pochi giorni fa della querela all’indirizzo del consigliere De Marchi, di Fratelli d’Italia, in seguito all’iniziativa – abortita sul nascere in seguito alla polemiche che si sono scatenate e anche al richiamo ufficiale delle leader Giorgia Meloni – di distribuire frittelle gratis solo ai bambini italiani a Mantova.

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La contro replica

A querelare De Marchi è stata Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”. Ecco una nuova nota sulla questione

“Ho appreso che il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Luca De Marchi, dopo aver saputo della nostra querela nei suoi confronti per aver offerto le frittelle gratis al luna park per i bambini ma solo se italiani, si sia così espresso: «Non ho fatto proprio niente, non c’è stata alcuna distribuzione di frittelle. È una strumentalizzazione politica da parte di una signora che rappresenta rom e immigrati. Ci penserà la magistratura a chiarire le cose. Aspettiamo, sono fiducioso». Ebbene, anche noi siamo fiduciosi – risponde Aleksandra Matikj, la denunciante e la Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, e continua- «Discriminare i bambini non è qualcosa di cui andare fieri. Se non c’è stata alcuna distribuzione di frittelle è soltanto perché De Marchi è stato richiamato dalla loro Leader e l’Onorevole Giorgia Meloni che fin da subito si era dissociata ordinandogli anche di chiedere scusa, pubblicamente, al che lui ha risposto: «Ho annullato l’iniziativa… Ma non chiedo scusa!» Mi stupisco che non sia stato espulso dal Partito… Oggi, che De Marchi si faccia la domanda e si dia la risposta del perché quella sua proposta sia stata accolta con un’ondata di indignazione in tutta l’Italia… Lo abbiamo denunciato per propaganda discriminatoria e diffamazione perché prendersela con i più piccoli è facile, sono i bimbi che non sanno difendersi, né rispondere. Ma noi adulti sì.”

“Sono profuga di guerra, cresciuta in Italia”

“Io sono una di quelle Extracomunitarie cresciute in Italia e vorrei rispondergli. Sono Profuga di guerra, mio padre purtroppo non ce l’ha fatta. Nonostante un Diploma da Commerciante conseguito già a 17 anni con il massimo di voti nel mio Paese, in Italia ho dovuto rifare tutti gli Studi: dalla Scuola elementare che frequentai all’età di 18 anni ottenendo un Attestato con Giudizio finale ottimo, fino a diplomarmi, per la seconda volta, diventando così Ragioniera e perito commerciale e vincendo diverse Borse di studio per Merito tra cui anche dal “LIONS Club”. Mi chiedo come mai il Consigliere De Marchi non abbia illustrato questi aspetti dell’immigrazione ma ha nuovamente rincarato la dose: «Puntiamo lo sguardo sulle famiglie extracomunitarie che, in realtà, godono, per quanto riguarda l’infanzia, di numerose agevolazioni, mentre le famiglie mantovane troppo spesso devono rinunciare ai momenti di svago con i figli perché subissate di pensieri riguardanti le difficoltà finanziarie» giustificando così il proprio aberrante evento, in questo modo descritto dalla Consigliera regionale del Gruppo Misto Viviana Beccalossi che aveva commentato l’intento del Consigliere: «Cosa non si fa per un quarto d’ora di celebrità! Da donna orgogliosamente di destra mi dissocio da simili pagliacciate, fatte solo per quattro voti (forse) e due articoli di giornale. Sulla pelle dei bambini!» Sono però curiosa di sapere quali sarebbero queste numerose agevolazioni per i bambini stranieri, sinceramente.”

Appuntamento in Tribunale

“Non vedo l’ora di sentirlo in aula del Tribunale. Io personalmente ho sempre visto mia madre farsi in quattro per far crescere noi figli e senza mai risparmiarsi mentre io studiavo 12 ore al giorno, per anni, portavo mio fratellino a scuola ed andavo di sera a scuola. Ho sempre lavorato fino a quando non sono finita in un’Azienda dove mi hanno tolto il mio lavoro da Contabile perché sono Migrante e perché “Prima gli Italiani”, mi fu detto, e perché ho rifiutato le indecenti proposte del mio datore di lavoro: la mia vita è stata rovinata a causa di frequenti episodi altrui di stalking, ingiurie e diffamazioni, oltre che a diverse gravi discriminazioni che io non mi meritavo, ho chiesto giustizia. E chiedo giustizia anche per le vittime come lo ero io. Difendo chi ha vissuto quello che io ho vissuto e non mi importa di che nazionalità sia, se Immigrato oppure Italiano, se Etero oppure Gay, se Rom o no, se Donna oppure Uomo, se anziano oppure giovane, noi come Comitato, da anni, ci siamo per tutti. Le distinzioni non le facciamo, aiutiamo tutte le Persone discriminate oppure in difficoltà, quello che avrebbe dovuto e dovrebbe fare De Marchi in qualità del Consigliere del proprio Comune che avrebbe il compito di rappresentare tutti allo stesso modo ed invece lui se l’ha presa con i più indifesi, con i bimbi: è allucinante! Ma anche se i bambini dei Migranti avessero qualche aiuto in più, non per questo andrebbero isolati e pubblicamente esposti. Noi comunque alle nostre spalle abbiamo ottenuto diversi risultati concreti di cui oggi non andrò a fare un elenco ma ci tengo a dire che una delle nostre ultime iniziative, in collaborazione con i Gruppi consiliari del Comune di Genova, sia stata proprio e maggiormente a difesa delle famiglie degli Italiani. Di recente ci eravamo anche esposti a difesa di una nota Cantante italiana, Emma Marrone, perché in quanto Donna è stata vigliaccamente attaccata, prima ancora abbiamo difeso i bambini diversamente abili ed è dal 2016 che stiamo collaborando con Don Ciotti per aiutare i Terremotati italiani per cui che non si azzardi più De Marchi a raccontare le menzogne di sana pianta sul mio conto perché noi rappresentiamo tutti, quello che avrebbe dovuto fare lui… che impari il rispetto e l’educazione. Infine, Sig. De Marchi, Lei farà anche dei bei gesti per quelle cinque famiglie bisognose e che Lei sottolinea italiane e fa benissimo a soccorrerle ma questo non Le dà il Diritto di discriminare gli altri, tanto meno i BAMBINI. Quindi stia pure sereno che anche noi non vediamo l’ora di vederLa in Tribunale per chiarire le cose”

conclude la Matikj.

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