L’aria si fa incandescente a Mantova dopo l’annuncio ufficiale: la città ospiterà il 16 giugno il Gay Pride 2018. La politica locale si spacca, ma il sindaco Palazzi tiene il punto.

Gay Pride 2018 Mantova: per la giunta è una questione di principio

E’ stato ufficialmente presentato sabato 3 febbraio, presso la sede della associazione Arcigay “La Salamandra”, l’evento “Mantova Pride 2018”, che intende proporre una serie di manifestazioni atte non soltanto a difendere ma anche a riconoscere la legittimità della comunità Lgbti. “Il Pride in passato e oggi, è il mezzo per rivendicare i diritti, per affermare l’esistenza della propria identità e del proprio orientamento sessuale. Tema di quest’anno, quello del coming out, l’uscire fuori, il manifestare la propria identità e dimostrare l’orgoglio della molteplicità umana” ha asserito il presidente di Arcigay La Salamandra, Diego Zampolli.

Palazzi e i suoi supportano la causa

Non ha dubbi il sindaco Mattia Palazzi che ha dichiarato di essere pronto alla pioggia di polemiche che investiranno la sua giunta a causa della scelta di sostenere apertamente la battaglia per la parità di diritti nonché questo Gay Pride 2018. Il sindaco Mattia Palazzi e gli assessori Andrea Murari e Andrea Caprini, venerdì 2 febbraio, non sono mancati presso la sede dell’Arcigay alla presentazione della manifestazione, che vedrà il suo acme il 16 giugno, con una sfilata Lgbti per le vie della città. Il primo cittadino ha affidato al suo account ufficiale Facebook un messaggio in merito: “Dopo vent’anni di battaglie l’Italia ha finalmente una legge sulle unioni civili. Ma il cammino dei diritti è ancora lungo e c’è chi vuole tornare indietro, cancellando la legge, dando fiato all’intolleranza e ai pregiudizi, che ci sono e fanno male. Mantova sta dalla parte della libertà e dei diritti. Il 16 giugno il Pride a Mantova, un’occasione di festa e impegno, contro ogni discriminazione.

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Tensione all’opposizione

Non sono dello stesso parere i membri dell’opposizione – nella fattispecie Pierluigi Baschieri e Giuliano Longfils, di Forza Italia – che non affondano direttamente sulla scelta di sostenere la comunità gay, bensì attaccano il modus operandi di Palazzi. Secondo gli esponenti di FI il primo cittadino mantovano non avrebbe a cura gli interessi delle famiglie tradizionali e per onorare al meglio la sua carica dovrebbe proporre e investire anche su un Festival della famiglia. Insomma il Gay Pride 2018 di Mantova, com’era prevedibile, sta alzando un polverone.