Opposizione contro Palazzi: 5 membri dell’opposizione ritengono Palazzi un sindaco “ricattabile” e attaccano frontalmente.

Opposizione contro Palazzi

Attraverso un comunicato stampa e non una mozione di sfiducia ufficiale, 5 consiglieri dell’opposizione su 12, chiedono che il sindaco Palazzi lasci la fascia tricolore a causa delle accuse – poi cadute e archiviate dal Tribunale – di presunta concussione a luci rosse. A lanciare la crociata sono Michele Annaloro e Tommaso Tonelli dei Cinque Stelle, il forzista Giuliano Longfils, il leghista Massimo Zera e Luca de Marchi di CasaPound.

L’articolo comparso sul Fatto Quotidiano

Gli strali volano in seguito alla pubblicazione, da parte del Fatto Quotidiano, di alcuni stralci di intercettazioni e di messaggi relativi all’inchiesta nei confronti di Elisa Nizzoli, la vicepresidente dell’associazione culturale Mantua me genuit aveva accusato di molestie l’attuale primo cittadino. Successivamente si è addirittura scoperto che uno dei messaggi esibiti come prova era contraffatto e per la donna è scattata l’accusa di calunnia. I cinque esponenti della minoranza, nonostante la decisione della magistratura di archiviazione che ha scagionato Palazzi, la vicenda resta ancora un caso di cui discutere. Gli oppositori parlano di “episodi boccacceschi” di cui il Sindaco si renderebbe protagonista.

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Nel mirino anche le donne

Nel mirino dei 5 oppositori finiscono anche le donne consiglieri comunali di maggioranza, che secondo loro dovrebbero essere le prime a combattere questi presunti atteggiamenti. Non tutti, però, nemmeno all’opposizione sono concordi con questa crociata. Dalla richiesta di dimissioni del sindaco Gorgati e Baschieri di FI prendono le distanze, sottolineando che la politica non debba sostituirsi alla magistratura che si è già espressa chiaramente. Dello stesso avviso anche la leghista Alessandra Cappellari. Anche Alberto Grandi, capogruppo di Comunità e territori prende le distanze dall’iniziativa dei 5. Palazzi, ormai abituato a questo genere di attacchi, continua a scegliere le vie legali, difendendosi mediante i propri legali da quelle che definisce “barbarie” ma anche attacchi politici.