Piene Po: Coldiretti Mantova si schiera contro il progetto di tracimazione controllata elaborato dalla Regione.

No a zone di serie A e zone di serie B

E’ una presa di posizione chiara e netta quella di Coldiretti Mantova, che si schiera contro il progetto di Regione Lombardia di creare, in alcune zone della provincia di Mantova, aree per la tracimazione controllata del fiume Po in caso di ondate di piena di carattere eccezionale. “Non vogliamo territori di serie A e di serie B e riteniamo che la sicurezza in caso di piena sia una priorità assoluta non negoziabile con il sacrificio di alcuna area – afferma il presidente di Coldiretti Mantova Paolo Carra -. Siamo a fianco dei sindaci del territorio e della presidente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga Ada Giorgi, perché riteniamo doveroso per gli agricoltori, le imprese e tutti gli abitanti del comprensorio che lambisce il fiume Po approfondire la proposta di Aipo di adottare il sistema di tracimazione controllata”.

La proposta di Regione Lombardia

Il progetto di Regione Lombardia nei riguardi del Po e degli argini è piuttosto articolato. Milano infatti ha in programma un importante investimento per il rialzo di sette sponde arginali in provincia di Mantova, così da rendere quanto più possibile sicure le zone adiacenti il Grande Fiume. Ma, parallelamente al  progetto di rialzo degli argini, la Regione si sta muovendo anche per individuare alcune aree nelle quali adottare, in caso di piene di grande portata, la strategia della tracimazione controllata. In altre parole, alcune zone dove far defluire le acque del Po invece che contenerle per mezzo delle sponde arginali.

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La rabbia di sindaci e Consorzio di Bonifica

La soluzione della tracimazione controllata verrebbe adottata solamente nel caso di ondate di piena di particolare intensità, ma in ogni caso tale progetto sta provocando vivaci reazioni da parte di sindaci e Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga. Il timore degli enti, compresa Coldiretti Mantova, è infatti quello che possano crearsi zone “di serie A e di serie B”, ovvero aree ben protette dal rialzo degli argini prospettato dalla Regione, e altre zone invece che verrebbero usate come “sfogo” per far defluire le acque del Po in piena.

 

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