Dopo il successo ottenuto in poco tempo a livello nazionale dal movimento delle Sardine, partito spontaneamente da Bologna e giunto nelle più grandi piazze italiane in meno di un mese, anche a Mantova circa 2mila persone si sono attivate per manifestare contro la politica dell’odio e della xenofobia, contro le notizie false e l’interpretazione distorta che viene fatta di quelle vere.
Ci siamo fatti spiegare da Sergio Trapasso, promotore dell’evento per Mantova, che cosa ha animato le Sardine a scendere in piazza Sordello venerdì 29 novembre e quali sono i loro progetti futuri.

Da dove nascono le Sardine di Mantova?

“La cosa è nata spontaneamente a seguito dell’evento di Bologna che ha avuto molta risonanza e ci ha fornito ottimi punti di riflessione. Si tratta di una manifestazione popolare di disgusto verso l’attuale scena politica cui purtroppo siamo quotidianamente costretti ad assistere. Basti pensare a quello che è successo in Senato ieri, dove figure altamente preparate e in grado di affrontare tematiche politiche molto complesse, anche di carattere economico e finanziario, si sono trovate a fronteggiare commenti e opinioni prive di supporto di informazioni o documentazioni corretta.”

Siete davvero un movimento apartitico?

“Il movimento delle Sardine è un movimento apartitico ma non apolitico. Anzi, noi siamo pro-politica,  ma emerge da una parte della cittadinanza la necessità di essere rappresentati da politici più preparati e più corretti.

La nostra non è una manifestazione ad personam contro le figure di Matteo Salvini o di Giorgia Meloni, ma è un movimento di contrasto in generale a tutta una parte della politica che è ostentazione di argomenti e modi offensivi e aggressivi di esprimersi. Sempre di più si sentono termini come “zecche”, “parassiti”, “feccia umana” e sembra di essere tornati indietro nel tempo, è stato persino sdoganato il razzismo. Noi siamo contrari a tutto un linguaggio maleducato e offensivo che pesca anche nel razzismo e nella xenofobia la propria dialettica. Siamo contrari alla diffusione di fake news da parte di politici che dovrebbero rappresentarci e dall’interpretazione errata che spesso viene volutamente fatta di notizie di attualità e cronaca”.

In vista delle prossime elezioni comunali del 2020 pensate di proporvi?

“Assolutamente no, non c’è impegno politico in termine di partiti anche se sicuramente ci sarà un’attenzione verso i modi di proporsi dei diversi candidati, che probabilmente sarà oggetto di discussione tra di noi.”

Quali sono i prossimi passi delle Sardine di Mantova?

“Non è attualmente prevista un’altra manifestazione in piazza. Quello su cui ora concentriamo la nostra attenzione è la diffusione di informazioni veritiere, partendo dalla diffusione dei concetti base di democrazia e politica. Proprio oggi ho pubblicato sulla pagina delle Sardine di Mantova la Legge Mancino del 1993, e giorni fa sono stati pubblicati alcuni articoli della nostra Costituzione, che dovrebbero essere la guida della politica. Vogliamo che i cittadini siano consapevoli e abbiano gli strumenti per interpretare la realtà e le informazioni che circolano.

Tra le varie proposte per un futuro non troppo remoto c’è la proposta di realizzare un laboratorio aperto in piazza, dove far vedere differenze tra informazioni false e informazioni vere, trovando fonti credibili e verificate per dar vita ad una discussione sensata.”

Chi sono le Sardine mantovane?

“Siamo un gruppo totalmente eterogeneo: dal semplice partecipante che lo fa per una questione di educazione verbale, alla persona da sempre più interessate al discorso politico. Abbiamo età differenti, dai 20enni ai 60enni, siamo uomini e donne di diversa estrazione economico-sociale. Ci sono lavoratori a partita Iva, direttori d’azienda, impiegati, operai. Siamo tanti e tutti diversi.”

Su che canali vi muovete in maniera così rapida?

“Come Sardine di Mantova abbiamo un gruppo e una pagina su Facebook e una pagina Instagram ma rimaniamo sempre in contatto con la pagina ufficiale 6000 Sardine dell’organizzatore ufficiale a livello nazionale e che ormai conta più di 217mila Sardine italiane.

La generazione di chi ha tra i 20 e 30 anni è abituata a muoversi molto più alla svelta sui social, quindi così come è successo una miriade di volte per quelle che si sono rivelate essere fake news, quando poi parte un’idea positiva e che può dare speranza questa viaggia ancora più veloce.”

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