Sergei Polunin a Verona in Arena arriva il Romeo “omofobo”. Sul petto ha tatuato il volto di Vladimir Putin, nei confronti del quale dichiara totale identificazione.

Sergei Polunin a Verona in Arena arriva il Romeo “omofobo”

E’ di qualche giorno fa l’annuncio della prima mondiale all’ Arena di Verona dello spettacolo “Romeo + Giulietta”, balletto in atto unico con protagonisti star della danza mondiale come Sergei Polunin, Alina Cojocaru e Johan Kobborg in veste di coreografo. Ma la presenza di Polunin non è passata inosservata al Circolo Pink di Verona, associazione che si occupa dell’affermazione dei diritti per le persone gay lesbiche e trans.

“E’ un fondamentalista”

“Nella città scaligera sarà ospitata niente meno che Sergei Polunin, danzatore dall’indubbio spessore artistico e dall’altrettanto indubbio fondamentalismo – attaccano dal Pink – Il ballerino ucraino con passaporto russo è stato recentemente scaricato dalla prestigiosa Opera di Parigi proprio per le sue posizioni convintamente omofobe e contrarie all’autodeterminazione delle donne . Recentemente intervistato su Il Fatto, Polunin ha esaltato “l’energia maschile” e condannato la “pericolosa e perversa” inversione di ruoli. In altre sedi ha affermato che “gli uomini dovrebbero essere uomini e le donne dovrebbero essere donne: questo è il motivo per cui avete le palle”. La direttrice dell’Opera di Parigi, Aurelie Dupont, ha risposto a queste posizioni affermando che “nonostante Sergei Polunin sia indubitabilmente un grande talento, i suoi pronunciamenti pubblici non sono in linea coi valori della compagnia”.

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“Annullate la sua partecipazione”

L’associazione poi chiede un passo indietro: “Quale altra città meglio di Verona poteva offrirgli asilo? Per la dignità di questa città e per rispetto all’ex corpo di ballo della Fondazione il sindaco dovrebbe annullare questo spettacolo e dare possibilità ad un corpo di ballo ricostituito di farsi carico della rappresentazione di Romeo e Giulietta, che, ricordiamo, i tersicorei dell’Arena avevano già proposto tra i punti per un rilancio della Fondazione poco prima di essere licenziati”.

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